Achille Polonara è uno dei casi più sorprendenti del basket italiano degli ultimi anni. L’ala forte di Ancona, dopo un decennio passato in A1, è stato costretto a lasciare l’Italia per cercare gloria all’estero.

Le caratteristiche di Polonara

I primi anni in A1 di Achille

Il salto di qualità a Reggio Emilia

Una nuova vita in Spagna

Polonara ci porta a Tokyo

La terra promessa di Achille Polonara è Vitoria, lì dove il Baskonia gli ha dato una possibilità e il lungo classe 1991 ha risposto presente. Adesso per Polonara c’è il sogno Olimpiade, conquistato a sorpresa dagli Azzurri in quel di Belgrado grazie soprattutto all’ala del Baskonia, nominato, non a caso, MVP del torneo preolimpico. 

Le caratteristiche di Polonara

Achille Polonara è il prototipo ideale del lungo moderno. Un numero 4 di 2 metri e 3 centimetri, che all’occorrenza può anche ricoprire il ruolo di centro come fatto spesso contro la Serbia nella finale del torneo preolimpico di Belgrado.

Polonara apre meravigliosamente il campo viste le sue percentuali al tiro da tre punti, sempre superiori al 33% in campionato nelle sue ultime dieci stagioni. A questa capacità nel tiro da fuori riesce ad abbinare un grande atletismo e grandissimo tempismo, caratteristiche che lo rendono molto pericoloso soprattutto a rimbalzo d’attacco.

Soprattutto ad inizio carriera l’enorme impatto in attacco non era equiparabile al suo rendimento nella metà campo difensiva. 

I primi anni in A1 di Achille

A soli 18 anni Achille Polonara fa il suo esordio in A1 con la maglia di Teramo, collezionando cinque presenze e e 25 minuti realizzando un totale di 10 punti. Nella seconda stagione Polonara diventa un elemento importante delle rotazioni di Teramo, collezionando quasi 12 minuti di media, che diventeranno poi 16 nel suo ultimo anno in Abruzzo.

Chiude la sua terza stagione a Teramo da sesto uomo con otto punti e e quasi 5 rimbalzi a partita, attirando su di sé l’interesse di diverse squadre da playoff di A1. Accetta l’offerta di Varese, dove avrà la possibilità anche di giocare in Eurocup.

Le sue due stagioni in Lombardia sono ottime, e dopo qualche apparizione sporadica in amichevole dal 2014, entra nel giro della Nazionale. La stagione 2013/14 è quella dell’esplosione definitiva, visto che Polonara raggiunge nell’annata per la prima volta la doppia cifra con 10.5 punti a partita. 

Il salto di qualità a Reggio Emilia

A Reggio Emilia il grande salto, si gioca per competere nei playoff e in Eurocup. La prima stagione è esaltante, oltre 30 minuti di media a partita con 12 punti e 8 rimbalzi di media in Serie A1. A questi numeri va aggiunto un clamoroso 38% nel tiro da tre punti, che lo rendono uno dei giovani azzurri più interessanti.

Achille Polonara

Questi numeri gli valgono la convocazione per Eurobasket 2015, dove però gioca poco e gli Azzurri chiudono al quinto posto. La stagione successiva continua a garantire 11 punti a partita, ma nell’estate del 2016 arriva la grande delusione.

Polonara infatti non viene convocato per il preolimpico di Torino, dopo esser stato nei dodici un’estate prima ad Eurobasket: gli appassionati di scommesse live si ricorderanno la nostra sconfitta ai supplementari contro la Croazia.

La sua ultima stagione a Reggio Emilia è quella del 2016/17, prima del passaggio a Sassari con la sensazione che il treno sia passato. 

Una nuova vita in Spagna

A 26 anni il passaggio a Sassari ha il sapore di ultima chiamata, e Polonara insiste rispondendo sempre con i suoi 10 punti e 6 rimbalzi garantiti a partita. Numeri importanti, che però non portano ad alcuna chiamata delle big italiane.

Anche la Nazionale sembra metterlo da parte, gioca solo 6 partite di Qualificazione al Mondiale del 2019 e non viene preso in considerazione per la spedizione azzurra in Cina. In Italia non c’è più spazio per Polonara, che decide di mettersi in gioco e vola in Spagna.

Ad aspettarlo c’è il Baskonia, che lo vuole per allungare la panchina e sfruttare le sue qualità offensive entrando dalla panchina. 

Polonara ci porta a Tokyo

Il primo anno a Vitoria è difficile, perché i minuti di gioco sono pochi. Dodici minuti a partita con 4 punti e poco più di due rimbalzi a gara, Polonara però non si abbatte e l’esplosione arriva nei playoff della Liga ACB del 2020. Il Bakonia da settimo in classifica vince addirittura il titolo spagnolo, con un Polonara da 8 punti e 5 rimbalzi in 18 minuti nelle sette partite di playoff.

Dopo questo finale di stagione al Baskonia decidono di puntare su Polonara come titolare, e la risposta è strepitosa. Ben 11 punti e sei rimbalzi in Liga, che diventano addirittura 12 punti e 7 rimbalzi a partita in Eurolega, numeri che gli valgono la chiamata del Fenerbahce per la stagione 2021/2022, dove ripercorrerà la strada di un altro italiano, Gigio Datome.

Datome al Fenerbahce!

Non è finito qui però il magnifico 2021 di Polonara, perché a giugno è arrivata la chiamata di Sacchetti per tornare, quasi tre anni dopo, a vestire la maglia azzurra. Dopo le tre amichevoli di Amburgo, arriva il preolimpico di Belgrado: Polonara è semplicemente sensazionale! 

Chiude il torneo come quarto miglior realizzatore con 17.3 punti a partita, in più è anche il miglior rimbalzista (9.3 a gara) ed il migliore per valutazione, a sorpresa per le scommesse sportive online. Numeri che gli valgono il titolo di MVP del preolimpico e di atteso protagonista alle Olimpiadi di Tokyo. 

*L'immagine del Fenerbahce è di Darko Vojinovic (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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