Tra le discipline che più rappresentano i Giochi Olimpici non può mancare la scherma. E il Belpaese è molto spesso in grado di regalare alla scherma tiratori formidabili sempre favoriti per i pronostici olimpici, ma soprattutto polivalenti, in grado di distinguersi in più di un’arma.

Londra 2012

Arianna e la sciabola

La famiglia

Le sponsorizzazioni e il profilo Instagram

Spada, sciabola e fioretto, di solito chi eccelle lo fa in una sola specialità. Non gli italiani. E la scherma femminile ha offerto di recente una figura eclettica: quella di Arianna Errigo. In uno sport ormai sempre più specializzato, la schermitrice monzese classe 1988 non ha voluto scegliere.

E mentre la maggior parte delle sue compagne di squadra in nazionale ha optato per una sola arma, lei combatte con due: il fioretto e la sciabola. Il che la rende un po’ un unicum a livello internazionale, anche perché non da sempre le donne competono anche con spada e sciabola.

Una introduzione che è stata un po’ un problema, almeno per l'Italia dal punto di vista olimpico. Da quando le altre due armi sono state inserite nel programma a cinque cerchi, a farne le spese è stata la prova a squadre di fioretto, da sempre terra di conquista delle azzurre. È iniziata quindi la rotazione (due prove a squadre si disputano, una no), che però è terminata a Rio.

A Tokyo 2020 (ormai 2021) ci saranno tutte e tre le armi anche nella prova a squadre. Un’opportunità in più per Arianna Errigo di brillare sul palcoscenico più importante. E dimostrare la sua poliedricità, che la può rendere ancora più speciale nella straordinaria storia della scherma tricolore al femminile.

Solo un mito come Margherita Zalaffi in Italia è riuscita a portare a casa medaglie olimpiche o mondiali con due armi diverse. E la voglia della trentatreenne di qualificarsi per le olimpiadi in Giappone è anche dovuta alla possibilità di entrare nella leggenda.

Londra 2012

Innegabile però che i risultati migliori nella sua carriera siano arrivati con il fioretto, sia a livello individuale che di squadra. Nella sua bacheca Arianna Errigo ha un oro (a squadre) e un argento olimpici, entrambi conquistati a Londra 2012. Il secondo posto è arrivato nella combattutissima finale tutta italiana con Elisa Di Francisca, persa solamente al termine del minuto supplementare.

In compenso al turno precedente, la Errigo si era comunque tolta una soddisfazione che poche schermitrici al mondo possono vantare, soprattutto a livello olimpico: battere Valentina Vezzali, che in quell’edizione deve accontentarsi del bronzo. Tutte e tre le azzurre, comunque, assieme a Ilaria Salvatori, hanno poi potuto gioire per il trionfo a squadre contro la Russia, dopo un torneo stradominato.

Da sinistra Elisa Di Francisca, Carolina Erba, la nostra Arianna Errigo e Valentina Vezza

Un peccato dunque che a Rio non ci sia il fioretto a squadre, mentre è presente la sciabola. Arianna Errigo non c’è ancora nella squadra che arriva quarta, perché è proprio dopo quella deludente Olimpiade, con il torneo individuale terminato ai quarti contro la non irresistibile canadese Harvey, che alla brianzola viene voglia di cimentarsi con la sciabola anche a livello internazionale, dopo aver portato a casa alcuni titoli italiani a squadre.

Arianna e la sciabola

Il suo rapporto con la seconda arma, però, al momento non è entusiasmante. Tutte le medaglie mondiali ed europee conquistate finora (8 ori iridati e addirittura 11 continentali) sono arrivate con il fioretto, così come le cinque coppe del mondo vinte, anche per le scommesse live.

E quando si è trattato di entrare a fare parte delle squadre azzurre, la storia è stata abbastanza complicata, tra convocazioni poi ritirate e una controversia che nel 2019 ha portato addirittura a un ricorso al TAS. Il che comunque non le impedisce di sognare una doppia partecipazione a Tokyo, come ha spiegato al canale della Federazione.

Tratto dalla pagina ufficiale YouTube della Federazione Italiana Scherma

Il combattimento con la sciabola rispetto al fioretto è più veloce, ma i problemi sarebbero di ordine… organizzativo. Non esiste nessuna norma che impedisca alla Errigo di presentarsi in entrambe le discipline, ma il calendario degli eventi mondiali e olimpici spesso prevede gare negli stessi giorni.

Un problema che si è già posto, anche per le scommesse italiane ai mondiali di Budapest del 2019, dove la brianzola non è stata convocata per la squadra di sciabola (pur essendo tra le migliori al mondo) anche per la concomitanza delle due prove a squadre.

La famiglia

Insomma, TsunAri, come la chiamano i suoi tifosi, ha di fronte a sé una strada complicata. Ma accanto ha qualcuno che certamente può capirla. Del resto, anche suo marito Luca Simoncelli è uno schermitore, anche se lui si…accontenta del fioretto. I patti però sono chiari: a casa non si parla di lavoro, quello che succede in pedana resta lì.

Ma visto che la questione doppia arma esula dalla competizione vera e propria, probabilmente tra le mura domestiche se ne parla eccome. Ma c’è anche altro a cui pensare.

Le sponsorizzazioni ed il profilo Instagram

Come gli sponsor, che di una campionessa olimpica non possono non innamorarsi. Per la Errigo ci sono partnership con Herbalife, Nike e con Mercedes-Benz Italia. E poi c’è da curare un profilo Instagram da quasi 23mila follower, in cui spuntano ovviamente la scherma, ma anche la famiglia e la cucina. Insomma, anche nella vita privata Arianna Errigo è decisamente polivalente e non si tira mai indietro da una sfida.

Del resto il suo motto, incastonato nel profilo ufficiale sul sito della FIE, è abbastanza chiaro: osa, perché a lasciar perdere sono capaci tutti.

*Le immagini dell'articolo sono di Tibor Illyes (AP Photo). Prima pubblicazione 21 febbraio 2021.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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