Dopo gli anni d'oro del Banco di Roma prima e del Gruppo Ferruzzi poi la Virtus Roma naviga in cattive acque. La salva il rampollo di una famiglia italiana che ha fatto fortuna in Uruguay con le costruzioni. La Lamaro Appalti è la società che in quegli anni è in forte ascesa e decide di investire nello sport capitolino con il benestare del Domus a Roma di quegli anni, il sindaco delle Notti Bianche: Walter Veltroni il nuovo Re della Roma Pane et Circenses.

L'ingegner Toti si fa convincere dall'accoppiata Sergio D'Antoni - Walter Veltroni a comprare la Virtus. Nell'anno di transizione in cui proprio D'Antoni è presidente, la Virtus addirittura vince una Supercoppa Italiana. L'ingegner Toti quindi compra, spende e spande ma non vince mai. Lui arriva appena dopo l'ultima coppa virtussina e non vince più. In 20 anni di Toti Roma non vince mai. Niente. Toti lascerà ai posteri una reputazione indubbiamente controversa. 

Il mondo, soprattutto quello sportivo, è dei vincenti e chi non vince viene dimenticato o peggio ricordato con astio e cattiveria. Tante cose magari avrebbe potuto fare meglio ma tutto gli possiamo recriminare tranne il fatto di non averci provato.

Divertiamoci a creare il quintetto ideale dell'era Toti:
Playmaker - Palla in mano tutta la vita a Re Bodiroga;
Guardia – Scoring Machine Carlton Myers;
Ala Piccola – Il divino 2 volte MVP Eurolega Anthony Parker;
Ala Grande – Core de Roma e Capitano coraggioso Gigi Datome;
Centro – L'airone elegante Gregor Fucka.

In questi 20 anni Toti ha ingaggiato fior fiori di campioni. Ecco la nostra Top Ten:

DEJAN BODIROGA

Il segnale più forte che Toti abbia mai lanciato. Nel 2005 la Virtus Roma perde in semifinale scudetto con i futuri campioni della Fortitudo Bologna e lui compra una stella assoluta. Uno dei giocatori più forti e iconici del basket europeo che ha le stimmate del vincente. Un lusso autentico che a Roma non si era mai visto.

Bodiroga contro il Maccabi

L'unica cosa che porta a casa Dejan da questa esperienza romana però è solo la più lunga standing ovation della storia del basket. Alla sua ultima partita della carriera, per più di 30 minuti tutti in piedi al Palaeur ad omaggiare la leggenda: Roma te salutant! 

CARLTON MYERS

L'umano più vicino a Micheal Jordan mai esistito in Italia. Si diceva di lui: “It’s pretty simple. It’s about giving the ball to Carlton so that he decides what to do with it at the right time”. Palla a lui e tutti fuori dalle balle. Carlton è il simbolo stesso del basket italiano di quegli anni, è il portabandiera olimpico a Sidney, è l'eroe del leggendario Oro europeo della Nazionale italiana del '99. Anche gli dei nella Roma di Toti falliscono.

GREGOR FUCKA 

L'airone che volò sul basket italiano. Un crack assoluto, un 2.15 ambidestro capace di danzare sul campo. Un fenomeno che Bodiroga riesce a portare a Roma nel 2007. Ha vinto tutto dappertutto. Ovviamente tranne a Roma.

GIGI DATOME

Gigi è un sardo di Roma. Arriva 19enne e Roma lo adotta. Qui cresce fino a diventare una stella. Diventa il Capitano e si prende per mano una banda di sfigati ed outsider e li porta dritti alla finale scudetto del 2013. A Roma però anche le storie più belle hanno tutte la stessa fine e Gigi se ne va a vincere altrove.

BRANDON JENNINGS

Toti ingaggia questo giocatore direttamente dalla high school americana, diventando il primo giocatore dopo l'introduzione della regola sull'età in NBA a firmare con una squadra europea. Invece di iscriversi all'università, Jennings firma, quindi, con la Virtus. A Roma è un corpo estraneo, non si inserisce. Tutti capiranno cosa era passato da Roma solo dopo quando ai Bucks e poi a Detroit in NBA farà benissimo.

ANTHONY PARKER 

Dopo una anonima parentesi NBA sbarca in Europa al Maccabi Tel-Aviv dove vince tutto. Campionato ma soprattutto l'Eurolega, la Champions League del Basket Europeo. Arriva a Roma anche lui con l'aura del vincente nel 2003 e la voglia di spaccare tutto. Ma anche lui per trionfare deve tornare al suo Maccabi dove ne vince altre 2 di Eurolega.

SANI BECIROVIC

Altro super campione che Toti compra per il salto di qualità. Sani Becirovic arriva a Roma nel 2008 da miglior giocatore dell'Europeo appena disputato. Stagioni pazzesche per lui prima di Roma.

Stagioni dove vince e domina in Eurolega col Panathinaikos oltre a portare a casa diversi campionati e coppe. Un altro slavo con il basket nel sangue, un campione vero prima e dopo la Virtus Roma. A Roma firma un triennale ma scappa dopo un solo anno senza lasciare traccia.

 

TYUS EDNEY

Uno dei giocatori più forti del basket universitario americano, campione NCAA a UCLA nel 1995. Poi, dopo una discreta carriera in NBA, sbarca in Europa per accaparrarsi campionati e coppe, con lo Zalgiris Kaunas e con la mitica Benetton Treviso. Arriva a Roma nel 2004 a 31 anni nel pieno della maturità sportiva con grandi aspettative. Sapete già come è andata...

DAVIDE BONORA

Un altro degli eroi dell'oro azzurro agli Europei di Francia del 1999. Un campione già da ragazzino a Verona dove insegna basket e guida la squadra da playmaker navigato a neanche 20 anni.

Gioca nelle squadre top di quegli anni, Treviso e Virtus Bologna dove vince campionati e anche una Eurolega da protagonista. Arriva a Roma quasi trentenne nel 2002 per provare a spezzare la maledizione. Si innamora della Città Eterna, dove vive ancora oggi ma per i trofei nulla ha potuto neanche lui...

RODRIGO DE LA FUENTE

Arriva dopo anni passati al Barca dove vince 4 campionati, 3 Coppe del Rey, 1 Supercoppa, 1 Coppa Korac, 1 Eurolega. Con la Spagna vince due argenti europei e uno ai giochi del mediterraneo.

Arriva a Roma nel 2008 in una squadra pazzesca con Repesa alla guida, uno dei coach più importanti in circolazione, a sorpresa per le scommesse online in finale con la Fortitudo nella Eurolega del 2004. In quella squadra ci sono Becirovic, Datome, Jennings, Gabini, Jaaber e Allan Ray una squadra pazzesca ma emblematica per la Virtus Roma. Finisce come da manuale, con Repesa che si dimette e squadra allo sbando.

*Il testo dell'articolo è di Jacopo Manni; l'immagine è di Ariel Schalit (AP Photo).

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