Giovani prodigi, come Ansu Fati, che alla soglia dei 18 anni (17 e 359 giorni per la precisione) è diventato il più giovane marcatore della storia del Clasico, Barcellona-Real Madrid. Record fra i record detenuti dall’attaccante guineense naturalizzato spagnolo in forza ai blaugrana. Se ne contano almeno 14 di primati; fra questi anche l’essere il più giovane giocatore in assoluto a segnare con la maglia del club catalano nel XXI secolo (31 agosto 2019, contro l’Osasuna a 16 anni e 304 giorni) e con la nazionale spagnola (17 anni e 311 giorni contro l’Ucraina in Nations League). 

 

Ma che il minorenne possa diventare l’eroe di una notte di calcio è circostanza più comune di quanto si possa pensare. Basti ricordare una data: 29 giugno 1958, finale del mondiale di Svezia del 1958 fra i padroni di casa e il Brasile. Intenti a marcare la superstar Garrincha i giganti scandinavi sottovalutarono un ragazzino di 17 anni e 249 giorni: Edson Arantes do Nascimento “Pelè”. Il risultato? Doppietta della futura “Perla nera” che tutt’ora detiene il record del più giovane marcatore in una finalissima iridata.

 

Dietro di lui, da due anni, si è posizionato Kylian Mbappè dopo aver timbrato il cartellino nell’ultimo atto di Russia 2018 a 19 anni e 207 giorni. Lo stesso Mbappé che il 20 febbraio 2016 (a 17 anni e 62 giorni) aveva frantumato il primato di Thierry Henry – non proprio uno qualunque – del più giovane ad aver segnato con la maglia del Monaco. A livello di nazionale, però, il record è ancora detenuto da Maurice Gastiger, che segnò a 17 anni e 5 mesi contro la Svizzera l’8 marzo 1914. 

Spostandosi Oltremanica troviamo due autentici fuoriclasse entrati nel tabellino già durante la minore età. Il primo è Michael Owen. E’ il 6 maggio 1997 quando il futuro Pallone d’oro esordisce con gol nella partita persa per 2-1 dal suo Liverpool contro il Wimbledon. E’ l’inizio di una carriera memorabile che porterà il golden boy dei Reds a mettere a segno 118 gol in 216 gare di Premier, prima di un’esperienza non proprio positiva nel Real Madrid dei “Galacticos”, prodromo del rientro in Inghilterra, sponda Newcastle.

Nel frattempo al Manchester Utd si è accasato un fenomeno chiamato Wayne Rooney. Nei Red Devils, in 13 anni di onorata carriera, iscriverà il suo nome fra i marcatori 253 volte (su 559 presenze). Ma il primo gol risale ai tempi dell’Everton (dove poi ritornerà nel 2017). Il 19 ottobre 2002 a soli 16 anni Rooney segnò la rete decisiva che consegnò ai Toffees una storica vittoria sull’Arsenal, imbattuto da 30 partite. Una botta da fuori area sotto l’incrocio che fece urlare al telecronista inglese: “Remember this name, Wayne Rooney! A new star is born!”. E come dargli torto. 

Gol giovani in Serie A

Stella discontinua, invece, è stato Antonio Cassano. Il 18 dicembre del 1999 (a 17 anni) questo talentuoso biondino cresciuto a Bari Vecchia segna un vero e proprio eurogol all’Inter, squadra per cui aveva fatto il tifo da bambino e dove giocherà nel 2012-2013. Pallone portato avanti al volo di tacco, dribbling fra Panucci e Blanc e tiro secco sul primo palo. Fu una serata per giovani promesse quella. Durante il primo tempo a strappare applausi al pubblico ci aveva pensato il 18enne nigeriano Hugo Enyinnaya con un gran tiro dalla trequarti. Entrambi, tuttavia, non occupano nemmeno una delle prime dieci posizioni dei più giovani marcatori della serie A.

Nessuno, ad esempio, riesce a raggiungere Amedeo Amadei che, il 9 maggio 1937, a soli 15 anni, 9 mesi e tre giorni mise a segno il gol della bandiera della Roma nella disfatta per 5 a 1 contro la Lucchese.

Un predestinato, come lo sarà – diversi anni più tardi – Gianni Rivera, che a 16 anni, 2 mesi e 7 giorni si rese protagonista con un gol nel 2-2 fra Alessandria (dove giocava ai tempi) e Sampdoria.

Il terzo nel ranking è decisamente più recente. Si tratta di Pietro Pellegri, andato a segno come primo marcatore a sorpresa per le scommesse live il 28 maggio 2017 a 16 anni, 2 mesi e 11 giorni. La partita era Roma-Genoa, ultima di campionato, ma soprattutto commovente fine carriera di Francesco Totti. Uno che aveva cominciato segnando a 17 anni e 342 giorni. Era 4 settembre 1994 e il futuro capitano romanista timbrava il cartellino contro il Foggia. 

Youssoufa Moukoko batte tutti

A 16 anni e 28 giorni, venerdì 18 dicembre 2020, la stellina del Dortmund in gol a Berlino con un chirurgico sinistro sotto la traversa, dopo un preciso scatto in verticale, alle spalle dei difensori dell'Union. Quanti record batterà il fenomeno classe 2004?!

*Il testo dell'articolo è di Luca La Mantia; l'immagine è di Joan Monfort (AP Photo). Prima pubblicazione 11 novembre 2020.

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