Collezionisti... a raccolta: quali sono le maglie da calcio più vendute al mondo?

 

Certo, un appassionato vero, si sa, accanto alle casacche più celebri, rimpinza il proprio armadio di divise improbabili di squadre ricercate, semisconosciute, dalle orbite lontane; insomma, cerca di accumulare, nel tempo, quanto di più "esotico" possibile, come i prodotti esclusi confezionati da New Balance.

Ma dal principio la sua preziosa raccolta partirà ed è lo stesso che anima i fan di tutto il mondo, dalle gesta dei più grandi campioni. I quali, di conseguenza, sono quelli che fanno schizzare alle stelle il fatturato del merchandising.

La maglia più venduta nel calcio

Le due big spagnole

Il giocatore più richiesto nelle personalizzazioni

450 mila maglie acquistate dai tifosi della Juve

La maglia irregolare del Venezia

I dati finora in possesso delle magliette da calcio più vendute del pianeta Terra fanno riferimento all'anno 2019, quindi prima del trasferimento... dei due marziani!

L'inarrivabile Man United

Dalla analisi dei ricavi dei top team, scopriamo alcune sorprese di rilievo e una differenza fondamentale: neanche i due più grandi campioni del calcio contemporaneo, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, riescono a portare i propri club di appartenenza, in cima alla particolare classifica riservata alle squadre.

CR7 idolo indiscusso

La casacca con maggiore appeal internazionale, infatti, resta quella del Manchester United, che come numero di pezzi venduti annualmente, arriva a 1 milione 750mila. E tutto questo nonostante due fattori che, in teoria, giocherebbero "contro" alla pratica commerciale: anzitutto il momento - ormai dilatatosi nel tempo - non proprio esaltante dei Red Devils, certo imparagonabile ai grandi successi dell'era Ferguson.

Uno store dello United ai tempi della collaborazione con Nike!

E, secondariamente ma non da sottovalutare, il fatto che dalle parti di Old Trafford continua a persistere l'idiosincrasia di parecchi tifosi storici contro la proprietà americana rappresentata dalla famiglia Glazer. Tantissimi i sostenitori che hanno smesso di andare allo stadio: una sorta di "allergia" che ha portato anche frange "scissioniste" tanto da fondare, nel 2005, il club "United of Manchester", spintosi oggi fino in Northern Premier League, settima divisione del calcio inglese.

Seguono Real e Barça

Secondo e terzo posto rappresentati da due due grandi classici: Real Madrid e Barcellona, che hanno venduto, rispettivamente, di 1 milione 650mila e 1milione 278mila pezzi. Presenze fisse delle bancarelle di tutto il mondo. Ma il problema sta proprio qui, tra i chioschi, che nella maggior parte dei casi vendono prodotto contraffatti, per quanto anche simili agli originali.

Questa pratica, come dimostra proprio il primo posto dello United, viene da sempre combattuta, con forza e successo, dal marketing britannico: nel Regno Unito, lo ricordiamo, l'idea di comprare una maglietta "taroccata" non viene nemmeno preso in considerazione: va detto che, di norma, le magliette da calcio inglesi originali costano praticamente la metà (45-50 euro nei casi più estremi, ma è molto facile acquistare tra i 25 e i 35), rispetto a quelle dei paesi mediterranei, che spesso si spingono fino ai 75-80.

Solo un'italiana nelle prime 10

Scesi dal podio delle società che vendono più magliette, ecco la graduatoria dalla quarta posizione alla ventesima - Bayern Monaco (1,2 milioni di maglie vendute), favorito per le quote vincente Champions, Chelsea (899mila), Liverpool (852mila), Arsenal (835mila), PSG (526mila), Juventus (452mila), Borussia Dortmund (393mila), Galatasaray (368mila), Fenerbahçe, (365mila), Manchester City (342mila), Olympique Marsiglia (335mila), Tottenham (268mila), Milan (200mila), Inter (199mila), Schalke '04 (184mila), Lione (177mila) e Atlético Madrid (173mila).

Una graduatoria aperta a Manchester e chiusa a Manchester, che si ripropone al tredicesimo posto, sponda City, destinato - nei prossimi anni - a scalare posizioni. Solo un nono posto per la Juventus, unica rappresentante del calcio italiano nelle prime dieci magliette più vendute nel globo: pensare al fatto che Milan e Inter compaiano, rispettivamente, al sedicesimo e diciassettesimo posto, fornisce il "borsino" del pessimo andamento internazionale negli ultimi anni, da parte dei club di casa nostra.

La classifica delle personalizzazioni

Per incrementare lo "shopping" è ormai diventato un trend di concepire seconde o terze maglie che non rendono giustizia, o addirittura manchino di rispetto alla storia del club: su tutti, l'esempio della casacca zebrata di questa stagione del Manchester United. Ruota tutto intorno al denaro, detto molto banalmente, che piaccia oppure no.

Detto questo, uno sguardo anche alla classifica "individuale" delle magliette più vendute (e qui entrano in gioco anche le versioni "in nazionale") in ambito mondiale: primo posto per Cristiano Ronaldo, sempre favorito per il titolo di capocanoniere in Champions per le scommesse calcio.

Secondo posto, direte voi, per Lionel Messi? E invece no, la Pulce argentina è terza, perché l'argento va a Paul Pogba (spinto, come detto, dal potentissimo merchandising del Manchester United).

Dalla quarta alla ventesima posizione, in ordine: Mohamed Salah, Neymar, Kylian Mbappé, Romelu Lukaku, Eden Hazard, Anthony Martial, Gareth Bale, Philippe Coutinho, Luka Modric, Karim Benzema, Pierre-Emerick Aubameyang, Antoine Griezmann, Sergio Agüero, Harry Kane, Robert Lewandowski, Marco Reus e Moussa Dembélé.

La maglia irregolare del Venezia

Curiosa davvero la maglia del Venezia che ritorna in A dopo lustri: l'ottima Kappa che ha preso il posto della Nike come fornitrice delle divise dei lagunari.

La maglia del Venezia

L'azienda torinese, nel confezionare la bella casacca nera, non aveva fatto i conti con l'art. 5 del Regolamento divise da gioco, pubblicato dalla Lega che impone la visibilità dello stemma o del nome della società una sola volta! 

*Le prime tre immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 6 dicembre 2020.

Sull'autore
Di
Stefano Fonsato

Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

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