Da quando qualche anno fa la Philips ha deciso di togliere “electronics” dal suo nome, per sottolineare come l’azienda dei Paesi Bassi si sia ormai dedicata solamente alla tecnologia del benessere, è scomparso uno dei due grandi motivi di celebrità della multinazionale. Che nel corso di oltre cent’anni è stata famosissima per due motivi: gli elettrodomestici e…il PSV Eindhoven.

Il club è infatti nato nel 1913 proprio come squadra di calcio degli operai della Philips e ha mantenuto con l’azienda un rapporto pressoché simbiotico. Lo stadio in cui gioca si chiama, neanche a dirlo, Philips Stadion e il logo della casa madre è stato al centro delle maglie da gioco dal 1982, anno di introduzione degli sponsor in Eredivisie, fino al 2016, quando si è spostato sulla manica, per permettere di fatturare con un ulteriore sponsor!

Se il PSV è una delle tre potenze del calcio dei Paesi Bassi (assieme ad Ajax e Feyenoord), gran parte del merito è dunque della Philips, che ha costruito una società modello, capace di vincere sia in patria che in Europa. Il primo titolo nazionale è arrivato nel 1929, mentre l’ultimo, quello della stagione 2017/18, è il numero 24.

Nell’albo d’oro i biancorossi sono a dieci lunghezze dall’Ajax, che ha trionfato 34 volte, ma hanno una rassicurante distanza di nove titoli dal Feyenoord, fermo a 15. La bacheca parla anche di due affermazioni continentali. La Coppa UEFA del 1978, vinta in finale contro il Bastia, ma soprattutto la Coppa dei Campioni di dieci anni più tardi, quella conquistata ai calci di rigore contro il Benfica e che è valsa agli olandesi addirittura un clamoroso triplete, prima del poker con il titolo dell'Olanda agli Europei!

 

Nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il supporto della Philips, che spesso e volentieri ha anche aperto parecchio i cordoni della borsa per portare a Eindhoven calciatori che poi hanno scritto la storia del calcio mondiale. Del resto, rispetto ai rivali dell’Ajax al PSV manca un vivaio di prim’ordine. E quindi per mettere su una squadra c’è molto più bisogno di investire, portando talenti da altri club.

La squadra che ha vinto la UEFA nel 1978 era basata su alcuni dei giocatori che quattro anni prima avevano fatto sognare il mondo con la maglia dell’Arancia Meccanica di Cruijff e che in quell’estate avrebbero conteso all’Argentina il titolo nel mondiale sudamericano: nel corso degli anni il PSV acquista a suon di fiorini i fratelli van de Kerkhof, ma anche Ernie Brandts e Jan Poortvliet. Eppure il grande impatto della multinazionale olandese si ha nei decenni a venire, quando il PSV comincia a raccogliere talenti da tutta Europa, aprendo poi i suoi confini anche alle stelle del Sudamerica. 

Il decennio di platino

Negli anni Ottanta i trasferimenti clamorosi ad Eindhoven sono all’ordine del giorno, anche solo rimanendo agli olandesi. Uno dei più controversi è quello di Ronald Koeman, che nel 1986 lascia l’Ajax di Cruijff per vestire la maglia dei rivali. Assieme a Rambo, dall’Ajax arriva anche Vanenburg, sogno proibito della Roma di Dino Viola. In porta nella squadra che vince tutto c’è Hans van Breukelen, che aveva sostituito Shilton nel Nottingham Forest di Clough, per poi tornare in patria e in attacco c’è Wim Kieft, anche lui scuola Ajax, con un passato in Italia nel Torino e nel Pisa.

Tutti calciatori che nell’estate 1988 vincono l’Europeo con l’Olanda di Michels. Tra loro ci sarebbe anche un certo Ruud Gullit, che nel 1985 il PSV strappa con la forza al Feyenoord per 1,2 milioni di fiorini olandesi. In quel caso però la Philips trova un concorrente abbastanza agguerrito, perché il Milan di Berlusconi sborsa 13 miliardi di lire e nell’estate 1987 si aggiudica il Pallone d’Oro in pectore.

Poco male, perché ci sono anche talenti in squadra che arrivano da altre nazioni. Il posto di Gullit viene preso proprio nel 1987 Søren Lerby, che va ad ingrandire la già folta colonia danese formata da Frank Arnesen, Jan Heintze e Ivan Nielsen. E il capitano che solleva la coppa al cielo di Stoccarda è il belga Eric Gerets.

PSV = Brasile

L’anno successivo ai campioni d’Europa si aggiunge un campione di livello mondiale. Nel 1988 fa il suo esordio in Europa Romario, fresco capocannoniere dei Giochi Olimpici del 1988. Il Baixinho viene acquistato dal Vasco da Gama e diventa immediatamente l’idolo della tifoseria. Per lui tre titoli di capocannoniere dell’Eredivisie e due della Coppa dei Campioni, con una media gol che fa spavento: in cinque stagioni arrivano 142 presenze e 128 reti. Non sorprende dunque che Johan Cruijff nel 1993 lo voglia per il suo Barcellona.

Ma a Eindhoven replicano abbastanza velocemente l’affare. Nel 1994 arriva al Philips Stadion un altro brasiliano, un ragazzino dal sorriso contagioso e dalla velocità impressionante. Ronaldo Nazario da Lima costa 6 milioni di dollari da girare al Cruzeiro, ma vale ogni centesimo. Gli basta un anno per esplodere, con 35 reti in 36 partite. La stagione successiva un infortunio al ginocchio lo costringe a uno stop, ma non gli impedisce di segnare 19 gol in 21 presenze. E, storia già vista, arriva il Barcellona che se lo porta via con 20 milioni di dollari.

Il Fenomeno vero ai tempi del PSV!

 

Anche nei decenni successivi, però, il PSV ha saputo investire su calciatori destinati ad un futuro importante, pur non raggiungendo mai i livelli del Fenomeno. Nel 1996 si prende il centro della difesa Jaap Stam, che accanto a lui ha Philip Cocu. Nel 1998 vengono pagati 6 milioni di euro all’Heerenven per un certo Ruud van Nistelrooy, mentre un anno dopo dal Fortuna Sittard arriva Mark van Bommel.

Nel 2002 c’è un doppio colpo: dalla Corea del Sud quarta a sorpresa per le scommesse ai mondiali giunge Park Ji-Sung, mentre 3,7 milioni di euro versati al Groningen permettono al PSV di accogliere Arjen Robben in biancorosso. Gli ultimi grandi talenti targati Philips sono Georginio Wijnaldum, strappato al Feyenoord nel 2011, e Memphis Depay, che però rappresenta un caso unico: viene portato al PSV a 12 anni ed è quindi un prodotto delle giovanili. Perché in fondo, pur avendo sempre investito parecchio su calciatori presi da altri club, le cose fatte in casa…hanno tutto un altro sapore!

*Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Marcel van Hoorn e Christof Stache.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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