Partita a porte chiuse. Senza pubblico, solo le squadre e gli arbitri in campo. Una situazione surreale, che più di qualche protagonista ha ritenuto innaturale per il gioco del calcio. Eppure l’epidemia di coronavirus che ha colpito alcune regioni d’Italia consiglia prudenza, che come da detto popolare non è mai troppa.. 

Campo neutro

In Europa

Le due Coree

Dunque si giocheranno senza pubblico Inter-Ludogorets di Europa League, ma anche alcune delle sfide della ventiseiesima giornata di campionato. Un weekend anomalo per la Serie A, ma in fondo neanche troppo. Ci sono stati parecchi casi di partite giocate a porte chiuse e per i motivi più disparati.

Campo neutro

In principio era il campo neutro, con le squadre costrette ad andare a giocare altrove per la squalifica del proprio stadio. Poi arrivò il campo neutro a porte chiuse, come quella del 1993 tra Fiorentina e Cagliari, con i viola squalificati per una bomba carta contro la Juventus. Oppure, in tempi più recenti, il match tra Roma e Cagliari del 2006, disputato a Rieti a porte chiuse. 

Il decreto Pisanu del 2005 viene rivisto e prevede, tra le altre cose, la disputa di partite a porte chiuse anche per gli impianti non a norma. Il calcio si ferma per una settimana dopo i fatti di Catania, ma quando riprende molte squadre giocano senza pubblico. La giornata dell’11 febbraio 2007 vede giocarsi a porte chiuse ben quattro partite di calcio: Fiorentina-Udinese, Atalanta Lazio, Chievo Verona-Inter e Messina-Catania.

Altri casi di partite a porte chiuse hanno ragioni diverse. Il match del 2010 tra Genoa e Milan di disputa senza tifosi per ragioni di ordine pubblico, nel timore di ritorsioni tra le tifoserie per il quindicesimo anniversario della morte del tifoso genoano, Spagnolo. E nel 2013 il Cagliari, dopo aver abbandonato il Sant’Elia per parziale inagibilità, può giocare a Is Arenas solo 13 delle 19 partite previste perché l’impianto di Quartu Sant’Elena non è a norma. 

Il match con la Roma non si gioca, alcuni vengono disputati a Parma e Trieste e altre partite addirittura a porte chiuse o con chiusure di parte degli spalti.

In Europa

Anche le coppe europee, come insegna Inter-Ludogorets, non sono immuni dai problemi. Ora, poi, si puniscono più i settori che le tifoserie intere, ma le storie particolari non mancano. 

L’esempio più assurdo è quello dell’Aston Villa: dopo incidenti nella semifinale a Bruxelles, l’UEFA decide che impedire ai Villans di assistere alla finale di Rotterdam di Coppa Campioni 1981/82 contro il Bayern sarebbe impossibile e quindi la partita a porte chiuse è la prima da campioni d’Europa in carica, quella contro il Besiktas. Che, tra le altre cose, viene addirittura giocata alle 14:30 di pomeriggio, per evitare problemi di ordine pubblico. 

Ma succede anche altrove di non vedere il pubblico sugli spalti. Nel 2017 a rimanere desolatamente vuoto è stato il Camp Nou di Barcellona. A causa dei disordini avvenuti in città nel giorno del referendum per l’indipendenza della Catalogna, il match di calcio tra i blaugrana e il Las Palmas rischia il rinvio perché la squadra di casa non vuole giocare. La LFP però si impone: se non si presenta, il Barça perde il match a tavolino e anche sei punti in classifica Alla fine si opta per giocare, ma per la prima volta nella sua storia l’impianto catalano resta chiuso ai tifosi. 

Problemi anche in Olanda, dove il match tra Ajax e AZ della coppa d’Olanda 2011/12 viene giocato a porte chiuse. Anzi, rigiocato, perché la partita era stata precedentemente sospesa quando un tifoso aveva invaso il campo colpendo con un calcio da karateka il portiere dell’AZ, che aveva risposto all’attacco ed era stato espulso per aver reagito nei confronti dell’invasore. L’AZ a quel punto aveva abbandonato il campo, ma qualche giorno dopo la federazione decide di far ripartire da capo la partita, senza però la presenza del pubblico.

Anche il continente americano non può mancare. In Messico e Brasile nel 2009 si ha un caso simile a quello del coronavirus: la penultima giornata di Liga MX e due partite della Serie D verdeoro si giocano a porte chiuse per l’emergenza sanitaria legata all’H1N1, la cosiddetta febbre suina. 

Nelle zone del Messico particolarmente colpite, anche la settimana successiva si è giocato senza pubblico. In Brasile, poi, nel 2014 è a porte chiuse addirittura un intero torneo: due gironi del Campionato Catarinense di seconda divisione si giocano senza pubblico perché gli stadi non rispettano gli standard di sicurezza.

 

Le due Coree

Chiudendo con le nazionali, impossibile non farsi venire in mente la partita…che non ha visto nessuno, quella tra le due Coree. Ottobre 2019, Nord e Sud si affrontano a Pyongyang in un match valido per le Qualificazioni ai Mondiali del 2022. Si tratta del primo incontro ufficiale tre le due nazionali dopo il 1990, ma ad assistere ci sono un totale di settanta persone, nonostante lo stadio Kim Il-sung possa contenerne 70mila. 

Tra i fortunati spettatori, il presidente della FIFA Infantino, gli staff delle due nazionali, i rappresentanti del regime nordcoreano e alcuni diplomatici. Nessuno si perde nulla, comunque, visto che il match termina con uno scialbo 0-0.

*La foto di apertura dell'articolo è di Manu Fernandez (AP Photo). Prima pubblicazione, 27 febbraio 2020.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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