La nuova “mission” di Berlusconi & Galliani è di portare il Monza, che ora domina il girone A della Serie C, in Serie A nel più breve tempo possibile. E di realizzare così il sogno di una sfida con il Milan nel campionato 2021-'22.

Sarebbe il loro derby del cuore, davvero. In particolare dell'ex amministratore delegato rossonero, che del Monza è tifoso da sempre e ne è stato anche dirigente prima di iniziare quella lunga, straordinaria avventura nel Milan, chiamato proprio da Berlusconi.

La squadra brianzola la Serie A l'ha solo sfiorata, ai tempi di Buriani e Tosetto, di Terraneo e De Vecchi (nel '76 vinsero la Coppa Anglo-italiana battendo in finale il Wimbledon nello stadio “Sada” davanti a 4mila spettatori), ma adesso la nuova società ha le risorse per completare il progetto.

Le cifre di una squadra vincente - Non a caso, dopo aver acquistato il club per 2,9 milioni, l'investimento ha già ampiamente superato quota 10 milioni, un'enormità per la Serie C.

L'anno scorso la promozione è stata fallita solo ai playoff, più che altro perché Berlusconi aveva comprato la società a mercato chiuso, a fine settembre 2018: così l'ex presidente del Milan si è scatenato nella finestra di gennaio 2019, con 10 acquisti (compresi 3 svincolati per l'anno successivo) e quasi tutti giocatori di categoria superiore, da Chiricò (preso dal Lecce) a Fossati (Verona), da Scaglia (Cittadella) a Marchi (Gubbio) e Brighenti (Cremonese).

Berlusconi ha affidato la squadra a Brocchi (al posto di Zaffaroni, che pure era partito in modo confortante), un suo pupillo che aveva piazzato già sulla panchina dei rossoneri, e costruito la squadra sul modulo che gli è caro, il 4-3-1-2 con il trequartista alle spalle di due punte. In estate, poi, ulteriore rafforzamento per spiccare il volo.

Sono arrivati elementi che conoscono bene la Serie B e uno con esperienza in Serie A come Nicola Rigoni, già centrocampista di Palermo e Chievo. Per non parlare del 33enne difensore italo-argentino Gabriel Paletta – ex Parma, Atalanta e Milan - che vanta 3 presenze nella nazionale azzurra, Mondiali in Brasile compresi: dopo un periodo di prova, a novembre il centrale ha firmato fino al 2022.

Ne è nata una formazione decisamente di un altro livello rispetto alle concorrenti e i risultati lo testimoniano in modo evidente: dopo 20 giornate, il Monza è straprimo con 10 punti di vantaggio sul Pontedera secondo, insomma promozione in B pressoché certa per il club dello “Sceicco della C”, come viene definito Berlusconi. Implacabile in particolare il rendimento in trasferta, anche per le scommesse sportive: 9 vittorie e due pari in 11 partite, l'ultima con un secco 3-0 a Novara.

Il portiere Lamanna, i difensori Lepore, Paletta, Bellusci e Marconi, i centrocampisti Iocolano (interno offensivo come D'Errico) e Morosini, oltre a Fossati e Armellino, poi il trequartista Chiricò e le punte Finotto – il migliore nell'ultima uscita, con il gol spaccapartita – e Gliozzi (si alternano con Brighenti e Marchi) stanno trascinando il Monza verso la B, che affronterà da favorito per le scommesse calcio, a suon di vittorie e gol. Tra i giocatori più promettenti, il 21enne Nicola Mosti, arrivato in estate in prestito con obbligo di riscatto (condizionato alle presenze) dalla Juventus.

E' durata poco invece, solo sei mesi, l'avventura al Monza del fratello di Paquetà, Matheus, tornato a giugno in Brasile.

Gli obiettivi - Preso il club da Nicola Colombo, Berlusconi e Galliani ovviamente hanno subito pensato in grande - il Monza è praticamente la Juve della Serie C - e continuano a farlo. Dal Milan hanno portato l'esperta Daniela Gozzi come direttore generale, le sinergie con il mitico Gran Premio sono sempre più intense (all'esterno dello stadio c'è un murale dedicato alla Ferrari), sono stati firmati nuovi contratti di sponsorizzazione.

Soprattutto, già resi più moderni e funzionali lo stadio “Brianteo”, inaugurato nel 1988, e il centro d'allenamento di Monzello. I tifosi rispondono, la media è intorno a 4mila spettatori: “Vivo in Brianza e tifo Monza”, lo slogan lanciato l'estate scorsa per tentare un'altra “mission” ma stavolta quasi impossibile: evitare che, in quel territorio, la squadra biancorossa sia solo la seconda passione di chi tifa Milan, Inter o Juve.

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*La foto di apertura dell'articolo è di Luca Bruno (AP Photo).

Sull'autore
Di
Giulio

Giulio è nato giornalista sportivo, anche se di professione lo fa “solo” da 30 anni. Dal 1997 è l'esperto di calciomercato del quotidiano La Repubblica.

Dal '90 segue (senza annoiarsi mai) le vicende della Lazio: collabora anche con Radiosei e dirige il sito Sololalazio.it. Calcio e giornalismo sono le sue grandi passioni. L'unico rimpianto che lo tormenta è aver smesso di dare spettacolo sui campi di calcetto.

 

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