Quando si parla della pallavolo italiana, c’è sempre uno spauracchio che non abbandona gli azzurri: i Giochi OIimpici. E non è un problema soltanto maschile. Vero, la Generazione di Fenomeni ha sfiorato l’impresa nel 1996, la new generation ci ha riprovato nel 2004 e la nazionale attuale si è fermata all’argento a Rio nel 2016. Ma anche le ragazze hanno lo stesso identico problema.

Davide Mazzanti CT dal 2017

Paola Egonu, la stella del volley Azzurro

Capitan Miriam Sylla

Le dodici convocate per Tokyo

La quota dell'Italvolley alle Olimpiadi

Il movimento femminile, che si è sviluppato a partire dagli anni Novanta a seguito delle imprese dei ragazzi di Velasco, ha cominciato a raccogliere i frutti del lavoro della federazione e delle atlete all’inizio del nuovo millennio.

Le azzurre si sono laureate campionesse del Mondo nel 2002 e d’Europa nel 2007 e nel 2009, ma anche per loro i cinque cerchi sono sempre stati amari: il miglior risultato è un quinto posto (raggiunto per tre edizioni di fila dal 2004 al 2012) e a Rio, con Bonitta CT, si è scesi addirittura al nono.

Un'esultanza della Nazionale femminile!

Davide Mazzanti CT dal 2017

Ora però c’è voglia di rivincita e a incanalarla c’è Davide Mazzanti, CT dal 2017, che da quando è sulla panchina azzurra ha incamerato un argento mondiale nel 2018 e un bronzo europeo nel 2019, guadagnandosi di recente anche la conferma per il successivo ciclo Olimpico.

Del resto, complicato pensare che non avrebbe fatto bene. GiĂ  parte dello staff azzurro negli anni dei quinti posti olimpici, Mazzanti ha dimostrato in Serie A di saper vincere.

Per lui tre campionati italiani, uno con Bergamo, uno con Casalmaggiore e uno con Conegliano, oltre a due supercoppe e una coppa Italia. Insomma, uno che con i club è una sicurezza, ma che non ha per nulla sofferto la transizione alla pallavolo delle nazionali.

E ora, alla guida delle sue ragazze, punta a quello che sui illustri predecessori come Bonitta e Barbolini non sono riusciti a ottenere: il podio a Tokyo 2020. O perché no, anche la vittoria. Del resto, la rosa a sua disposizione è di assoluto rilievo.

Paola Egonu, la stella del volley Azzurro

A partire ovviamente dalla stella del volley italiano e non solo: Paola Egonu. L’unico opposto della rosa, che attualmente gioca con l’Imoco Conegliano, è certamente la pallavolista più famosa dello Stivale, ma è anche conosciutissima a livello internazionale.

Basterebbe pensare che nelle ultime sessioni di mercato parecchi club stranieri hanno fatto carte false pur di assicurarsela. Ma la scelta di restare all’Imoco ha pagato, perché l’ultima stagione ha portato addirittura il triplete campionato italiano/Coppa Italia/Champions League con il clamoroso per le scommesse live quinto set contro le turche in Finale, con titolo di MVP in tutte e tre le competizioni.

Capitan Miriam Sylla

Accanto a lei anche l’inseparabile Miriam Sylla, schiacciatrice e da poco scelta come capitano, un’altra che negli ultimi anni è stata richiestissima in Italia e all’estero.

Ai mondiali 2018 e agli Europei 2019, la palermitana è stata eletta miglior schiacciatrice del torneo, nonostante la nazionale italiana si sia fermata sempre ad almeno un passo dall’oro. A Tokyo, dunque, c’è voglia di rivalsa e pazienza se davanti a un’oro la migliore a livello individuale sarà qualcun’altra!

La fascia di capitano che ora è sul braccio di Miriam Sylla, prima apparteneva fino a qualche mese fa alla “Principessa” della pallavolo italiana, Cristina Chirichella. La scelta del CT di assegnarla alla schiacciatrice deriva però dall’incognita sulla partecipazione della centrale napoletana.

Le dodici convocate per Tokyo

A giocarsi il posto nella lista delle quindici, poi da ridurre a dodici, c’erano infatti cinque schiacciatrici e quattro centrali e c’era la possibilità che a rimanere a casa fosse proprio una di loro.

Alla fine poi Mazzanti ha invece deciso di portarle tutte (le altre tre sono Anna Danesi, Sarah Fahr e Raphaela Folie) e di escludere invece la terza palleggiatrice Giulia Gennari, il secondo libero Beatrice Parrocchiale e la schiacciatrice Alessia Gennari. Dunque, spazio a Tokyo per Cristina Chirichella, che negli ultimi anni è stata una delle immagini più apprezzate dell’ItalVolley.

Per quello che riguarda il resto della squadra, parecchie certezze e altrettante possibili sorprese. La palleggiatrice titolare sarà Ofelia Malinov, in forza a Scandicci, che nel mondiale 2018 si è distinta come la migliore nel ruolo. A darle respiro di tanto in tanto toccherà ad Alessia Orro, alzatrize sarda della Pro Victoria Monza, due volte vincitrice della Coppa CEV nelle ultime tre stagioni.

Oltre a Miriam Sylla, pochi dubbi sulla presenza come schiacciatrice titolare di Caterina Bosetti, una delle azzurre con maggiore esperienza, considerando che dopo Londra 2012 ha prima giocato (e vinto) in Brasile con l’Osasco e poi in Turchia con il Galatasaray.

Ma non si possono certo dimenticare anche Elena Pietrini, classe 2000, anche lei in forza a Scandicci, MVP del mondiale under-18 del 2017, vinto dalle azzurrine, e la sua compagna di club, l’italo-lituana Indre Sorokaite, utilissima nelle rotazioni in quanto schierabile anche da opposto, che è una delle senatrici del gruppo.

Per quanto riguarda il posto di libero, zero dubbi: Mazzanti si fida talmente tanto di Monica De Gennaro da potersi permettere di non portare neanche una riserva nel suo ruolo.

Comprensibile, dato che la classe 1987 dell’Imoco Conegliano è in nazionale ormai dal 2006 e nel corso di quasi vent’anni di carriera ha fatto incetta di titoli di squadra (tra cui quattro scudetti, una Champions e un mondiale per club) e individuali. 

La quota dell'Italvolley alle Olimpiadi

Insomma, è tutto pronto affinché le azzurre facciano dei grandi Giochi Olimpici. E anche i bookmakers ci credono, perché la squadra di Mazzanti è costantemente tra le grandi favorite delle scommesse pallavolo, in compagnia di Cina, Serbia e Stati Uniti: le Azzurre alla prima data di pubblicazione di questo articolo sono quotate @3.55 dietro solo alle asiatiche guidate dalla pluridecorata Lang Ping! 

Dimostrazione che sognare un podio (o perché no, l’oro) non è poi così assurdo…

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Koji Sasahara (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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