Era ora, si potrebbe dire. Dopo ventuno anni di assenza una squadra italiana torna finalmente in finale di Europa League. Il merito è dell’Inter di Antonio Conte, capace di presentarsi in condizioni straordinarie alla fase finale tedesca. Di fronte troverà il Siviglia di Julen Lopetegui, forse la squadra peggiore da affrontare nell'ultimo atto di Europa League.

Già, perché gli spagnoli non hanno mai fallito l’appuntamento finale in questa competizione. Cinque su cinque, tutte conquistate dal 2005 ad oggi. Dall’altra parte, l’Inter ha la possibilità di entrare nella storia perché in caso di successo sarebbe la prima squadra con proprietà asiatica a vincere un trofeo europeo. 

Il momento nerazzurro

Nove gol fatti, un solo subito e il roboante 5-0 inflitto allo Shakhtar in semifinale. L’Inter si presenta alla finale di venerdì sera a Colonia in una condizione psico-fisica straripante. Trascinata da un Lukaku inarrestabile, sempre ottima opzione come primo marcatore per le scommesse calcio, la squadra nerazzurra ha dimostrato una maturità e una solidità spesso mancate durante la stagione, specialmente in campionato. La capacità di gestire le partite, di controllarle grazie a una difesa mai così solida. Quattro gol subiti nelle ultime dieci partite, solo uno nelle tre gare in Germania dove ha affrontato attacchi importanti come quello del Bayer Leverkusen e dello Shakhtar.

Eppure l’Inter ora è solida, grazie anche alle scelte, per certi versi coraggiose, di Antonio Conte. Ha messo in panchina Skriniar, fino a qualche mese fa considerato un intoccabile in casa nerazzurra. Ha puntato su un giovane di 21 anni come Bastoni e ha saputo aspettare Godin. L’uruguaiano è stato etichettato da tutti come una delle delusioni di questa stagione in casa nerazzurra. L’ex Atletico ha avuto bisogno di tempo per adattarsi a un nuovo sistema di gioco, ma adesso la sua esperienza e la sua personalità stanno facendo la differenza in Europa League.

Scelte importanti anche a centrocampo, dove Conte sta cavalcando il clamoroso momento di forma di Danilo D’Ambrosio e premia la solidità di Gagliardini piuttosto che la classe e la fantasia di Christian Eriksen. Il danese ha comunque dato risposte importanti entrando dalla panchina e può essere un uomo decisivo anche in finale contro il Siviglia. Tutto, o quasi, passa comunque dai due attaccanti.

L’aver ritrovato anche Lautaro Martinez contro lo Shakhtar, autore di una doppietta, è una grandissima notizia per Conte in vista del match con gli spagnoli. La sua rapidità, la sua capacità di muoversi vicino a Lukaku possono mettere in difficoltà una difesa che ha concesso pochissimo in questa Europa League. E poi c’è la voglia di vincere in Europa di Antonio Conte.

Il tecnico nerazzurro ha già detto che non gli interessa arricchire la propria bacheca personale, ma solo quella del club. È inevitabile però pensare che voglia vincere il suo primo titolo in Europa, rispondendo così alle critiche di chi lo ha etichettato come un allenatore vincente solo in campionato. 

La Siviglia League

Non è sbagliato chiamare così l’Europa League. Il Siviglia è, senza dubbio, la squadra maggiormente legata a questa competizione. Fin dalla doppietta realizzata nel 2005 e nel 2006, quando gli spagnoli guidati da Luis Fabiano, Kanouté e il nostro Enzo Maresca vinsero in finale 4-0 col Middlesbrough ad Eindhoven e l’anno dopo ai calci di rigore contro l’Espanyol a Glasgow.

La storia però è stata scritta dal 2014 al 2016, con la tripletta firmata Unai Emery. Cambiano i giocatori, non il risultato. Con la costante di Ever Banega, che sarà presente anche nella finale di venerdì a Colonia. Il Siviglia di Lopetegui arriva alla finale con un solo gol subito, tra l’altro su rigore, nelle tre partite giocate in Germania. Sono state premiate le difese più solide, anche se gli spagnoli qualche piccola crepa la hanno evidenziata.

E sia col Wolverhampton, sia con lo United, a salvarli è stato il secondo portiere, Yassine Bounou. Ai quarti ha parato il rigore di Jimenez, in semifinale nella ripresa ha salvato di tutto su Rashford, Martial e Greenwood prima del definitivo 2-1 di Luuk De Jong.

In casa Siviglia preoccupano le condizioni di Ocampos, alle prese con una brutta contusione al ginocchio subita nei quarti contro il Wolverhampton, che ne ha condizionato pesantemente la prestazione contro lo UNited. Mentre l’Inter dovrà fare attenzione soprattutto a Sergio Reguilon, terzino sinistro di proprietà del Real che piace al Napoli e che in Germania sta facendo la differenza. Un gol per lui negli ottavi di finale contro la Roma e l’assist in semifinale per il gol del momentaneo 1-1 firmato da Suso. Siamo davanti ad una finale, straordinariamente in equilibrio anche per le scommesse sportive 888!


*L'immagine di apertura è di Sascha Steinbach (Pool Photo via AP).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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