Il destino, agli sportivi e non solo, fa brutti scherzi. E poco importa essere tra i migliori della propria disciplina, se la sfortuna decide di mettersi di mezzo c’è ben poco da fare. Se non rialzarsi e continuare a lottare.

Ecco perché l’Olimpiade di Tokyo è segnata in rosso sul calendario di Gianmarco Tamberi. Il marchigiano classe 1992 i cinque cerchi ce l’ha nel destino da quando papà Marco è volato a Mosca nel 1980 per partecipare alla gara di salto in alto e mai medaglia d'oro, seppur condivisa, sarà più meritato nella domenica notte nipponica!

Half Shave Tamberi

Londra: la prima Olimpiade per Gimbo

I primati italiani di Gianmarco Tamberi

Il tentativo sui 2,41 ed il grave infortunio

Il lento recupero di Gimbo

A Tokyo l'oro nel salto in alto!

Poi, anche nel suo caso, ci si è messa la sfortuna, che lo ha costretto ad abbandonare l’atletica ad appena 27 anni. Ma a realizzare il suo sogno può e vuole pensarci Gianmarco, un altro che con la cattiva sorte ha una sfida ancora aperta e che non si vuole certamente arrendere.

Half Shave Tamberi

Lo chiamano tutti Gimbo, anche se a livello internazionale è più celebre con il soprannome di Halv-Shave, mezza barba, per via di un look certamente non comune e che lo rende uno degli atleti italiani più celebri e riconoscibili al mondo. Ma non è solo l’apparenza a contare, anzi. Gianmarco Tamberi è un talento del salto in alto e lo ha dimostrato subito, quando non aveva neanche compiuto vent’anni.

Londra: la prima Olimpiade per Gimbo

La sua stella comincia a brillare nel 2011, quando si aggiudica la medaglia di bronzo agli Europei giovanili. Il 2012 va anche meglio, perché agli Europei dei grandi arriva quinto saltando 2,24m e soprattutto ai campionato italiani vince con un 2,31 che gli vale la terza miglior prestazione di sempre, ma anche il pass per Londra 2012.

L’esperienza olimpica, però, riserva una delusione: Tamberi si ferma a 2,21 nel suo gruppo di qualificazione, non passando così alla finalissima.

I primati italiani di Gianmarco Tamberi

Quando si hanno vent’anni, però, c’è tutto il tempo di rifarsi. E infatti gli anni che intercorrono tra Londra e Rio sono un’ascesa continua. Il 2013 e il 2014 in realtà sono abbastanza interlocutori, anche a causa di alcuni problemi fisici, ma il 2015 mostra tutto quanto il potenziale di Gimbo.

Al meeting di Eberstadt si prende per due volte il primato italiano all’aperto, saltando prima 2,35 e poi 2,37. Ma si può fare anche meglio. E quindi il 2016 si apre con il record nazionale indoor (2,35) a Banska Bystrica, poi migliorato qualche giorno dopo a Hustopeče con un 2,38 che è contemporaneamente primato italiano e miglior prestazione dell’anno al chiuso.

Il tentativo sui 2,41 ed il grave infortunio

I campionati italiani vengono vinti con un buon 2,36, la stessa misura che gli vale la vittoria ai mondiali indoor di Portland. Anche all’aperto le cose vanno benissimo: campione italiano con 2,36 e soprattutto campione d’Europa ad Amsterdam con un buon 2,32, che gli permette di fregiarsi del titolo continentale.

La marcia verso Rio procede spedita e il meeting di Diamond League a Montecarlo sembra confermarlo: 2,39, nuovo record italiano e un centimetro dalla miglior prestazione mondiale stagionale all’aperto, lasciandosi alle spalle due specialisti come Barshim e Bondarenko, che nella Cidade Maravilhosa andranno, qualche settimana dopo, sul podio.

Ma poi, mentre Gimbo sta tentando i 2,41 con la diretta scommesse completamente intasata, per prendersi anche quella straordinaria misura, tutto si distrugge. Troppo peso sul piede in rincorsa e la gioia si tramuta in dolore.

La prognosi è pesante, lesione del legamento deltoideo. Il che vuol dire quattro mesi di stop, ma soprattutto addio Londra, in quello che era certamente il momento migliore della sua carriera.

Il lento recupero di Gimbo

Tamberi però non si è arreso e ha continuato a saltare, sempre con quella barba tagliata a metà come fa da una vita, su consiglio di papà Marco. Non è semplice, perché riprendersi dall’infortunio è più complicato del previsto. Nel 2017 la sua miglior misura è un 2,29 (ironia della sorte proprio a Londra) che gli vale il ventinovesimo posto nel ranking mondiale annuale.

Il volo di Gimbo

Va un po’ meglio nel 2018, quando riesce a saltare un buon 2,33, ma l’anno successivo i problemi fisici continuano a tormentarlo e la misura migliore torna a essere un 2,29.

A Tokyo l'oro nel salto in alto!

Poi arriva la sospensione di tutte le attività, che fa posticipare le Olimpiadi. Sicuramente un bene per Gimbo, che ha avuto il tempo di lavorare ancora sulle difficoltà che si sono palesate negli ultimi quattro anni. Al Golden Gala 2021 a Firenze, Tamberi ha saltato 2,33, una misura che faceva ben sperare.

Le ultime prestazioni, di contrasto, preoccupavano non poco, perché a Leverkusen si ferma a 2,24.

Le tappe di avvicinamento alla gara olimpica, nella quale Gimbo si è presentato da outsider per le scommesse del salto in alto, sono state lunghe e complicate, anche mentalmente, come il passaggio proprio a Montecarlo, la pedana del record e dell’infortunio.

Ma Gimbo non può permettersi di avere paura ed il suo 2.37 ha battuto anche la sfortuna…
 

*Le immagini dell'articolo sono entrambe distribuite da AP Photo, la prima è di Matthias Schrader. Prima pubblicazione 6 luglio 2021.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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