Sarà anche vero che ogni storia ha un andamento lineare, ma ce ne sono alcune che una semplice retta non basta a descrivere accuratamente. Come quella di Laura Giuliani, portiere del Milan e della nazionale femminile. Una storia che parte a Milano e che l’ha riportata proprio nella sua città di nascita. Di mezzo c’è stata la Germania, la panchina, tante gioie e qualche delusione.

Giuliani e Como: che binomio!

Gli anni in porta in Germania 

Il ritorno in Italia alla Juve

Il passaggio al Milan nell'estate 2021

Laura Giuliani come Buffon

L’unica costante, il talento di un estremo difensore che con il lavoro e con tanta gavetta si è presa la maglia numero uno delle azzurre e non intende lasciarla a nessun’altra.

Giuliani e Como: che binomio!

Laura Giuliani, classe 1993, comincia a giocare a calcio a Bollate, pieno hinterland milanese, con la maglia della S.S. La Benvenuta. A notarla è un altro club lombardo, il Como 2000, che gioca in A2 ma ha un passato nella massima serie e intende tornarci e per questo la porta in riva al lago nel 2009. Tempo una stagione e mezza e Giuliani prima esordisce e poi si prende la maglia da titolare.

La stagione per il club comasco è memorabile e termina con una promozione. Di mezzo però c’è una profonda delusione sportiva: lo spareggio per tornare in Serie A viene perso all’ultimo minuto contro il Milan. Il Como sale comunque di categoria più tardi, grazie alla mancata iscrizione della Reggiana. Nel suo primo campionato di Serie A il portiere fa vedere tutte le sue doti, che gli valgono l’interessamento di alcuni club esteri.

Gli anni in porta in Germania 

All’epoca il calcio femminile in Italia non ha ancora il seguito che ha ottenuto e quindi le sirene tedesche si fanno sentire eccome. Nel 2012 Laura Giuliani vola dunque in Frauen-Bundesliga, al Gütersloh. Per lei arriva l’esordio nel campionato tedesco, con qualche sporadica presenza, prima di una retrocessione…volontaria.

Il portiere decide di ripartire dalla categoria inferiore, dall’ambizioso Herforder, che fa spesso capolino nella serie regina. Detto, fatto, perché con Giuliani in porta il club della Renania-Palatinato torna in Frauen-Bundesliga vincendo il campionato di seconda divisione. Dopo un’altra stagione a Herford, arriva la chiamata del Colonia neopromosso, ma l’esperienza con i “Caproni” non è per nulla positiva.

Arriva la retrocessione, ma anche un altro interesse, quello del Friburgo, squadra di alta classifica. Il problema è che in rosa c’è anche Laura Benkarth, gloria locale e soprattutto portiere che è stata nella rosa della Germania campione d’Europa e medaglia d’Oro ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Non esattamente una compagna di reparto facile da scalzare e infatti per l’azzurra non arriva neanche una presenza in campionato. 

Il ritorno in Italia alla Juve

Nel 2017, dunque, Laura Giuliani (che nel frattempo è diventata portiere titolare della Nazionale) deve prendere una decisione: continuare l’esperienza all’estero oppure tornare in patria?
Laura GiulianiA risolvere il dubbio amletico ci pensa la Juventus, che irrompe nel calcio femminile tricolore e comincia a fare incetta di calciatrici, in particolare quelle della nazionale.

L’estremo difensore non fa ovviamente eccezione e va a rinforzare una squadra bianconera che può già contare su altri pilastri azzurri come Sara Gama e Barbara Bonansea. Risultato, primo scudetto dei quattro consecutivi che il club piemontese ha conquistato.

E Laura Giuliani vince il suo primo trofeo da protagonista assoluta, visto che in 23 partite, compreso lo spareggio scudetto contro il Brescia, subisce soltanto nove gol: record anche per le scommesse Italia.

Il passaggio al Milan nell'estate 2021

È solo l’inizio di un connubio vincente, perché l’azzurra continua a essere uno dei pilastri della squadra di Rita Guarino, che porta a casa quasi tutto quello che può in Italia e che comincia a piccoli passi a farsi notare anche in Europa. Per lei in bianconero quattro campionati, una coppa Italia e due supercoppe.

Poi nell’estate 2021 arriva la chiamata del Milan. E la voglia di mettersi alla prova, uscendo dalla propria comfort zone, vince su tutto.

Laura Giuliani come Buffon

Non si può però parlare di Laura Giuliani senza menzionare la sua lunga esperienza da portiere della nazionale. Da quando nel 2014 si è presa i pali azzurri, non c’è praticamente più stato spazio per nessun’altra.

E quindi la classe 1993 ha vissuto la delusione della mancata qualificazione ai mondiali del 2015, con il playoff perso contro i Paesi Bassi, ma anche la splendida cavalcata di quattro anni più tardi, quando la squadra di Milena Bertolini non solo si è qualificata eccome per la manifestazione iridata, ma si è anche presa il lusso di arrivare ai quarti di finale, perdendo di nuovo contro le olandesi, ma togliendosi lo sfizio, a sorpresa per le scommesse calcio di battere (con porta inviolata) addirittura il Brasile nell’ultima partita del girone.

Per lei al momento di prima pubblicazione di questo contenuto 57 presenze in nazionale e 48 reti subite, ma il conteggio è destinato a diventare più a favore dei clean sheet: nelle 13 partite disputate dopo l’eliminazione mondiale, Laura Giuliani ha subito gol solo in quattro occasioni, mantenendo la sua porta inviolata nelle restanti nove, compresa l’ultima, la vendetta in amichevole contro i Paesi Bassi.

E considerando che la carta di identità dice 1993, il portiere del Milan sarà sicuramente protagonista a Euro 2022, con la speranza di vederla di nuovo difendere i pali dell’Italia anche al mondiale 2023 in Australia e Nuova Zelanda. Ma prima, c’è un altro scudetto da sognare. E vincerlo…a casa propria sarebbe il coronamento di un sogno.

*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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