Il compito di un centravanti è segnare, ma ce ne sono alcuni che sembrano nati per non fare altro nella vita. Quelli che di destro, di sinistro, di testa, col ginocchio o in alcuni casi addirittura con la schiena riescono sempre a spedire il pallone in porta, facendolo anche sembrare un gioco da ragazzi.

I primi calci di Robert in Polonia

Il trasferimento di Lewa al Dortmund

Il migliore affare di Rummenigge

La stagione del Triplete

Il record assoluto di Lewa in Bundes

E invece no, perché mica è semplice trovarsi sempre al posto giusto al momento giusto ed è anche questo che rende un bomber implacabile. Il nume tutelare della categoria, Gerd Müller (che a mezzi fisici non era esattamente messo benissimo se lo chiamavano “il piccolo grasso Müller), è da poco venuto a mancare, ma nella storia del calcio restano anche i Pippo Inzaghi e…i Robert Lewandowski. 

I primi calci di Robert in Polonia

Il polacco, sulla cresta dell’onda da ormai una decina di anni, sembra non voler smettere di segnare e, già che c’è, di far vincere un trofeo dopo l’altro al suo Bayern Monaco. Che il classe 1988 fosse un predestinato lo si era capito già dai primi anni di carriera.

L’esordio è datato 2005 in quarta divisione con il Delta Varsavia, una delle tante squadre della sua città, ma l’ascesa comincia nella stagione 2006/07 con la maglia dello Znicz Pruszków. Il club della Mazovia, grazie alle reti del centravanti, centra una clamorosa doppia promozione dalla terza categoria alla massima serie e Lewandowski si laurea capocannoniere in entrambe le stagioni, rispettivamente con 15 e 21 reti.

Impossibile non notare quel ragazzo che segna con una regolarità incredibile e quindi nel 2008 arriva il Lech Poznan, che lo acquista per circa 400mila euro. Scelta più che azzeccata, perché il primo anno nella massima serie Lewa arriva “solo” terzo in classifica marcatori, ma basta una stagione di ambientamento affinché il polacco si prenda lo scettro dei bomber, trascinando il Lech anche alla vittoria del campionato.

Il trasferimento di Lewa al Dortmund

Al di là del confine occidentale, però, qualcuno ha piani diversi per il centravanti. Nell’estate del 2010 chiama il Borussia Dortmund, che versa 4,75 milioni nelle casse del Lech e mette a disposizione di Klopp una vera e propria arma letale.

E non è certo un caso se alla prima stagione in Bundesliga di Lewandowski i gialloneri, che nelle due annate precedenti erano arrivati sesti e quinti, vincono immediatamente la Bundesliga. Paradossalmente, il contributo del polacco è marginale in quanto a marcature, perché va a segno solo otto volte (minimo in carriera in squadre professionistiche), ma c’è subito modo di rifarsi.

Con la maglia del Borussia

Anche nella stagione 2011/12 il titolo resta in Vestfalia e stavolta Lewandowski la firma ce la mette eccome, perché segna 22 gol in campionato, che aggiunti ai 7 in Coppa di Germania e al primo in Champions League fanno quota trenta.

Un fuoco di paglia? Macché, la stagione 2012/13, quella in cui il Borussia arriva secondo in campionato, rappresenta la sua consacrazione. Ben 24 gol in Bundesliga e addirittura 10 in Champions League, dove la cavalcata dei gialloneri si infrange (dopo un meraviglioso anche per le quote calcio poker di Lewa al Real Madrid in semifinale) solo in finale contro il Bayern di Heynckes.

Strano ma vero, al polacco però manca ancora un titolo di capocannoniere del campionato tedesco. Arriva nel 2013/14, con “appena” venti reti, in quella che per Lewandowski è l’ultima stagione al Signal Iduna Park.

Il migliore affare di Rummenigge

Già, perché il Bayern Monaco, evidentemente stufo di vedersi segnare dal centravanti dei rivali, lo porta all’Allianz Arena a parametro zero nell’estate 2014, un affare che Rummenigge (non certo uno qualsiasi) considera il migliore della sua carriera da dirigente. Inutile fare il conto dei trofei vinti da Lewandowski con il Bayern, considerando che da quando è in Baviera il club ha sempre vinto la Bundesliga.

Meglio concentrarsi sui gol, perché è proprio da quelli che sono scaturiti i trionfi della squadra di Monaco. Anche in questo caso la prima stagione serve a Lewa per ambientarsi, con 17 gol in campionato e 25 in totale. Sarà anche l’ultima in cui il polacco va in rete meno di 40 volte. Nella stagione 2015/16 i gol sono 42, di cui 30 in campionato.

L’anno dopo stessi numeri in Bundesliga, ma il totale sale a 43. Poi una leggerissima flessione (ammesso che si possa definire tale) con 29 marcature in Bundes e 41 totali nel 2017/18, per scendere a 40 (22 in campionato) nell’annata 2018/19.

La stagione del Triplete

Chi sta pensando che alla soglia dei trent’anni il polacco abbia ormai cominciato la sua parabola discendente, però, ha capito malissimo. La stagione 2019/20, quella che per tutti sarà quella della sospensione è in realtà il capolavoro di Lewandowski.

Il Bayern Monaco porta a casa il Triplete e se non è quasi esclusivamente merito suo poco ci manca. In campionato arrivano 34 gol in 31 partite, ma è in Champions che il centravanti dà il meglio: 15 reti in 10 partite, a un passo dal record di Cristiano Ronaldo (17), ma con l’handicap di aver giocato alcuni match in meno, vista la riduzione del numero delle partite.

In gol con il Bayern

E proprio la particolarità della stagione porta via a Lewandowski una soddisfazione importantissima: il Pallone d’Oro 2020 non viene assegnato, ma a giudicare dal plebiscito ricevuto nel FIFA The Best, è facile immaginare che anche il premio di France Football sarebbe finito sul caminetto di casa Lewa.

Ce ne sarebbe abbastanza per rimanerci male, se non fosse che il polacco non è quel tipo di calciatore. E quindi nella stagione 2020/21, nonostante qualche infortunio di troppo, arriva un record pazzesco.

Il record assoluto di Lewa in Bundes

Con 41 reti in Bundesliga, Lewandowski supera un primato che per decenni è sembrato irraggiungibile: le 40 marcature in una stagione di Gerd Müller. Una volta superato Der Bomber, cosa resta di più da fare a Lewandowski?

Il bomber del Bayern

Beh, per esempio inanellare una serie clamorosa di partite con almeno un gol all’attivo. L’ultima volta in cui il polacco non ha segnato pur scendendo in campo risale ormai a febbraio 2021, quando il centravanti non ha timbrato il cartellino contro l’Al-Hilal nella finale del Mondiale per Club. Da quel momento in poi, almeno un gol a partita.

E se c’è qualcuno che ponderando le quote Bundesliga dice che con Lewandowski il Bayern Monaco parte sempre da 1-0…beh, ha ragione!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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