Il match tra Italia e Turchia dell’11 giugno 2021 con gli Azzurri favoriti per i pronostici europei. sarà la sedicesima partita inaugurale di un Campionato Europeo. Una storia lunga e affascinante, che permette anche di viaggiare attraverso gli anni e di vedere come la manifestazione continentale abbia vissuto parecchie trasformazioni.

La prima in assoluto

Esordio a Napoli nel '68

La formula delle semifinali

La Francia di Platini

Mancio in gol a Düsseldorf

Football’s coming home

L'impresa della Grecia

Oceano transalpino

Tutto su EURO 2020

I primi Europei sono molto diversi da quelli che conosciamo e sarà così a lungo. Il torneo vero e proprio è infatti composto solo da semifinali e finali tra le quattro squadre qualificate. 

La prima in assoluto

E siccome tra le finaliste  del 1960 c’è la Francia e si gioca nel paese transalpino, a inaugurare Euro 1960 ci sono proprio i Galletti, terzi al mondiale 1958, che sfidano la Jugoslavia.

L’esordio però non è fortunato per i padroni di casa, che al Parco dei Principi perdono un match spettacolare. Prima vanno in vantaggio i balcanici, poi la Francia si porta sul 3-1, gli jugoslavi accorciano le distanze, i Bleus allungano di nuovo il passo prima di subire due gol in due minuti. Risultato finale, Jugoslavia batte Francia 5-4.

Quattro anni dopo si gioca in Spagna e come da copione ad aprire Euro 1964 sono proprio le Furie Rosse, che si trovano di fronte l’Ungheria. I magiari non sono più la Squadra d’Oro degli anni Cinquanta, ma riescono comunque a creare parecchi grattacapi a Luis Suarez e compagni, che per raggiungere la finale hanno bisogno dei supplementari.

Vantaggio degli iberici, pareggio degli ungheresi a pochi giri di lancette dal termine e gol decisivo di Amancio al minuto 112.

Esordio a Napoli nel '68

Nel 1968 la sede scelta è l’Italia e quindi ovviamente il primo match lo giocano gli azzurri. A Napoli, in un San Paolo strapieno, si affrontano la squadra di Valcareggi e l’Unione Sovietica.

Il match è una battaglia ma non si sblocca neanche nei supplementari e quindi è necessario affidarsi alla sorte: si va alla monetina e il capitano azzurro Facchetti sceglie la faccia giusta. Tre giorni dopo, a Roma, la scena non si può ripetere perché si tratta della finale. Contro la Jugoslavia si va al replay e al secondo tentativo gli azzurri sono campioni d’Europa.

La formula delle semifinali

Per l’edizione 1972, che si tiene in Belgio, niente gara inaugurale ma doppia semifinale in contemporanea. Ad Anversa i padroni di casa affrontano la Germania Ovest, che passa 2-1 con una doppietta di Gerd Müller prima del gol della bandiera dei belgi.

Ad Anderlecht invece si affrontano l’Ungheria e l’Unione Sovietica, che vince 1-0 con rete di Konkov e si va a giocare la finale con i tedeschi, venendo però abbattuta per 3-0 (con un’altra doppietta del Bomber).

La stessa formula viene ripetuta nel 1976, quando si gioca in Jugoslavia. A Belgrado i padroni di casa perdono per 4-2 ai supplementari contro la Germania Ovest (con tripletta…di un altro Müller, Dieter) dopo essere stati in vantaggio per 2-0 durante i tempi regolamentari.

Contemporaneamente ci vogliono 120 minuti anche alla Cecoslovacchia, che poi vincerà il torneo, per aver ragione per 3-1 dei Paesi Bassi a Zagabria: 1-1 nei tempi regolamentari e poi due reti dei cecoslovacchi a pochi minuti dal fischio finale dell’extra-time.

La Francia di Platini

Nel 1980 arriva il primo cambio di formula. Le squadre qualificate diventano otto e sono divise in due gironi. A inaugurare il nuovo europeo però non è l’Italia padrona di casa, bensì la sfida del gruppo A che poi è il remake della finale di quattro anni prima.

Stavolta niente cucchiaio di Panenka e la Germania Ovest batte la Cecoslovacchia per 1-0 con rete di Rummenigge, per poi andare a vincere il torneo.

Nel 1984 si torna all’antico, almeno per quello che riguarda la scelta della squadra esordiente. A Parigi la Francia di Platini fa gli onori di casa al Parco dei Principi contro la Danimarca e vince per 1-0 con rete proprio dello juventino. È l’inizio del percorso trionfale di cinque vittorie che porterà i galletti alla vittoria nella finalissima con la Spagna.

Mancio in gol a Düsseldorf

Euro 1988 viene assegnato alla Germania Ovest e l’avventura del torneo comincia a Düsseldorf. Di fronte ci sono i padroni di casa con in panchina Kaiser Franz Beckenbauer e l’Italia di Vicini. Finisce 1-1 con reti di Mancini e Brehme e tutte e due le squadre andranno a braccetto in semifinale, dove però saranno eliminate rispettivamente dai futuri campioni dei Paesi Bassi e dall’Unione Sovietica.

In Svezia nel 1992 arriva il primo dei grandi miracoli della storia dell’Europeo, la vittoria della Danimarca, ripescata in tutta fretta dopo la squalifica della Jugoslavia. Perlomeno i danesi non devono fare un viaggio lungo, visto che si gioca in Svezia. E a Solna i padroni di casa aprono la manifestazione sfidando la Francia e fermando i Galletti sul risultato di 1-1 con reti di Eriksson e del Pallone d’Oro in carica Papin.

Football’s coming home

Euro ’96 resta celebre per lo slogan Football’s coming home e volando in Inghilterra cambiano di nuovo le regole. Le squadre partecipanti diventano 16, divise in quattro gironi. L’onore di aprire il torneo spetta comunque ai Tre Leoni, che sfidano la Svizzera a Wembley nel match inaugurale.

È una mezza delusione, perché gli inglesi vanno avanti con Shearer, ma vengono raggiunti a pochi minuti dal termine da un calcio di rigore realizzato da Türkyılmaz.

Euro 2000, il primo a essere disputato in due paesi (Olanda e Belgio), assegna il match inaugurale ai belgi. Si gioca a Bruxelles e si affrontano i padroni di casa e la Svezia, semifinalista del mondiale precedente. Vincono i Diavoli Rossi per 2-1, con reti di Goor ed Emile Mpenza. Per gli scandinavi inutile il gol di Mjällby. In ogni caso, nessuna delle due passerà il turno, perché a qualificarsi sono Italia e Turchia.

L'impresa della Grecia

Euro 2004 conferma che i miracoli avvengono e come e regala anche una situazione abbastanza particolare: la partita inaugurale del campionato europeo di calcio è la stessa che si riproporrà nella finalissima,

Cambia solo il risultato, ma neanche tanto. A Porto, Grecia batte i padroni di casa del Portogallo per 2-1, con reti di Karagounis e Basinas prima dell’inutile gol di un giovanissimo Cristiano Ronaldo. A Lisbona, qualche settimana più tardi, finirà 1-0 per gli ellenici con rete di Charisteas.

Anche l’edizione successiva, quella 2008, è assegnata…in comproprietà ad Austria e Svizzera. L’onore di inaugurare la manifestazione va alla Svizzera, che però inizia male un Europeo che sarà parecchio deludente.

A Basilea i padroni di casa vengono sconfitti dalla Repubblica Ceca, a cui basta un gol di Sverkos per portare a casa il risultato. Mal comune, mezzo gaudio, perché come accade spesso entrambe saranno eliminate nel girone.

Oceano transalpino

Altro giro, altro torneo in due nazioni, stavolta Polonia e Ucraina. Il match inaugurale di Euro 2012 è a Varsavia e mette di fronte i polacchi alla Grecia che otto anni prima aveva sconvolto il continente. Finisce 1-1 con vantaggio dei padroni di casa con Lewandowski e pareggio ellenico di Salpiggidīs. Per i polacchi l’Europeo casalingo finisce malissimo, con due pareggi e questa sconfitta.

La tifoseria transalpina!

Nel 2016 si torna in un solo paese, la Francia, ma in compenso aumentano le squadre qualificate, arrivando alle attuali 24 divise in sei gironi. Il match di apertura, come nel 1960, si gioca al Parco dei Principi e vede protagonisti i Galletti contro una squadra balcanica, che stavolta è la Romania.

I francesi, favoritissimi dal sito scommesse vincono in realtà per il rotto della cuffia, andando in vantaggio con Giroud e segnando il 2-1 finale con Payet al minuto 89, dopo il momentaneo pareggio romeno di Stancu.

Tutto su Euro 2020

Vuoi saperne di più sul primo europeo itinerante della storia? Ecco, una serie di articoli di approfondimenti analitici:


La guida completa di Euro 2020
I convocati dell'Italia
Il calendario degli Europei
Il girone A dell'Italia
Gli stadi di euro 2020
Le gare all'Olimpico di Roma

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Alessandra Tarantino (AP Photo).

Prima pubblicazione 20 maggio 2021.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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