Gli allenatori di calcio si dividono, tra l'altro, in due categorie: i fondamentalisti e i versatili. I primi sono talmente innamorati del proprio modulo di gioco che non lo cambierebbero nemmeno sotto tortura; gli altri modificano l’assetto in campo del proprio undici in base alle caratteristiche dei calciatori a disposizione ed in relazione a quelle degli avversari.

La difesa a tre

I quattro difensori

Chi ha ragione tra queste due categorie? Non esiste una verità aprioristica. Le sentenze le emettono i risultati, che possono sorridere a squadre allenate da tecnici pasdaran del proprio modulo oppure a quelle con alla guida mister capaci di adattarsi.

 

Analizziamo le venti compagini della Serie A 2020/2021, prendendo come riferimento il primo segmento di campionato ed in particolare la nona giornata.

Conte primo fondamentalista

La netta vittoria, conquistata dall’Inter sul campo del Sassuolo è stato segnata da un ritorno al passato per mister Conte: un 3-5-2 classico, che nei mesi scorsi il tecnico leccese aveva trasformato in un 3-4-1-2 al fine di adattarlo all’innesto di Eriksen e agli inserimenti di Vidal e Barella.

Di fronte c’era il Sassuolo di Roberto De Zerbi, mister in grado di dare un’impronta offensiva alla propria squadra pur non essendo affezionato a un modulo fisso. L’assetto di base è un 4-3-3, che può diventare, a seconda delle occasioni, un 4-3-1-2 o un 4-2-3-1. Quest’ultimo è quello schierato contro l'Inter, con Berardi, Djuricic e Boga alle spalle dell’unica punta Raspadori. È dunque un Sassuolo poliedrico e divertente e possiamo tranquillamente classificare l'ex trequartista bresciano come versatile, visto il capolavoro di Napoli, costruito a tavolino, partendo da una difesa a 3!

Sembra ancora prevalere la confusione, invece, in casa Juventus. Uno dei motivi con cui è stato spiegato l’esonero di Sarri è la rigidità del mister toscano su un solo modulo. Ebbene, i primi mesi di Pirlo raccontano di un eccesso all'incontrario, con troppi cambiamenti di sistemi di gioco, tutt’altro che convincenti: 17 punti (compresi i 3 presi a tavolino contro il Napoli) su 9 gare sono un bottino magro date le potenzialità ed il monte ingaggi da top club europeo dei bianconeri.

Con Ronaldo a pieno servizio ed il rientro di Matthijs De Ligt, miglior difensore per distacco del campionato e l'unico in grado di "marcare davanti", accorciando quindi lo spazio da coprire, ci aspettiamo risultati ben diversi dai bianconeri!

De Ligt, il miglior difensore del campionato!

Discreto il ritorno in massima serie del Benevento con il collaudato 4-3-2-1 di Filippo Inzaghi che ha fermato la Vecchia Signora sull’1 a 1 dopo aver espugnato con merito Firenze a sorpresa per le scommesse calcio!

La difesa a tre

Moduli quasi speculari al Gewiss Stadium di Bergamo nel match tra Atalanta e Verona: 3-4-1-2 e 3-4-2-1. Per la squadra di Gasperini si tratta di un marchio di fabbrica, che ha portato la Dea a lottare su palcoscenici prestigiosi e sfiorare i quarti di finale nella Champions 2020 a Lisbona. Juric, erede designato del Gasp,  sceglie un'unica punta, Di Carmine, supportato dai continui inserimenti di Barak e Zaccagni. Modulo che ha dato solidità agli scaligeri, che hanno subito davvero poco in campionato, riuscendo a fermare da ospiti indesiderati, nell'ordine, Juventus, Milan e Atalanta!

Tra i fondamentalisti dei tre difensori centrali va sicuramente annoverato Simone Inzaghi che adotta un 3-5-2 con un trequartista di qualità come Luis Alberto alle spalle del tandem Immobile-Correa. Nulla di fatto per i biancocelesti, contro l’Udinese operaia di Gotti, che nel nome della semplicità continua a regalarsi soddisfazioni. Il tecnico ex vice di Nicola e Tudor tiene fede ai 3 in difesa e ai 2 in attacco, in mezzo 5 mediani tra cui un Pereyra che funge da guastatore.

3-5-2 modulo preferito anche dal Crotone di Stroppa, che ha perso 1 a 0 contro un ritrovato Bologna di Mihajlovic. L’allenatore serbo opta di solito per un 4-2-3-1 e nonostante l’infortunio dell'esterno d’attacco Orsolini, conserva con Sansone grandissima imprevedibilità su entrambe le catene laterali! 

 

Pioli dà lezioni di tattica

Lo schieramento amato da Mihajlovic ha un estimatore anche a Milanello: Pioli. L’allenatore rossonero ha nel 4-2-3-1 la sua chiave di volta per un Milan che guida la classifica, capace di rendere al meglio anche in assenza della punta di diamante Ibrahimovic, contro la Fiorentina, nella partita vinta 2 a 0. I viola si sono presentati a San Siro con il 4-3-3 puntellato da Prandelli dal suo ritorno sulla panchina gigliata, che ha sostituito il 3-5-2 caro a Iachini ma che ancora non ha prodotto risultati migliori.

Duttilità è la parola chiave dell’esperienza di Di Francesco a Cagliari, dove ha iniziato con il suo 4-3-3 per poi cambiare pelle. Domenica con la Spezia è stato un 4-2-3-1 dal sapore amaro, visto che gli ospiti hanno agguantato il 2 a 2 allo scadere. Ma la matricola ligure prosegue una striscia positiva tracciata da un 4-3-3 di mister Italiano prudente e propositivo allo stesso tempo.

4-3-3, o forse 4-1-4-1, adottato anche da Gattuso nel 4 a 0 con cui ha steso la Roma nel “Maradona Day”: un modulo che il mister calabrese ha rispolverato dopo la parentesi del 4-2-3-1.

Cambio che si era rivelato proficuo anche per Fonseca, che tempo fa ha abbandonato il 4-2-3-1 per passare a un 3-4-2-1 capace di far inanellare ai giallorossi 12 risultati utili consecutivi (esclusa la sconfitta a tavolino di Verona), fino al tonfo di Napoli.

Un falso mito sulla rigidità del modulo delle proprie squadre riguarda Giampaolo. Il suo Torino, infatti, ha affrontato la Sampdoria con un 3-5-2 che smentisce il 4-3-1-2 che ha caratterizzato in passato il tecnico abruzzese. Un 2 a 2 contro i blucerchiati di mister Ranieri, considerato un profeta di un calcio conservativo e poco frizzante, eppure capace di variare tanti moduli. Coi granata ha scelto un classico 4-4-2, o 4-4-1-1.

Modulo tradizionale che ha impostato a partita in corso Maran la settimana scorsa, nella vittoria proprio nel derby con la Sampdoria abbandonando il solito 3-5-2. Quest’ultimo schema, tuttavia, è tornato quello iniziale nella sconfitta casalinga con il Parma. Ora la panchina di Maran traballa. Tira un sospiro di sollievo invece Liverani, che con il suo 4-3-2-1 ha sbancato il Marassi. Il tecnico romano ha rivendicato la volontà di continuare coi tre attaccanti, seppur sfalsati nelle posizioni di partenza!
 

*Il testo dell'articolo è di Federico Cenci; la foto di Luca Bruno (AP Photo). Prima pubblicazione 2 dicembre 2020.

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