Le prestazioni della nazionale guidata da Roberto Mancini lasciano presagire per il nostro calcio un futuro migliore del recente passato, dove resta, indelebile, la macchia della mancata qualificazione ai mondiali di Russia 2018. Il ct di Jesi sta rimettendo in piedi il movimento, rinnovandolo, cercando soluzioni tattiche che adattino la compagine azzurra anche alla rivoluzione guardiolista.

Il processo di adeguamento ai nuovi dettami del football europeo passa, però, non solo attraverso un ripensamento del vecchio, e glorioso, gioco all’italiana ma dipende anche la fioritura di una generazione di giocatori su cui costruire un progetto pluriennale, capace di riportare la selezione azzurra a competere per i più importanti trofei internazionali.

Dea, fabbrica di talenti

Tanto si sta facendo, in alcune società di Serie A, sotto entrambi gli aspetti. L’esempio migliore è quello dell’Atalanta che, sotto la regia di Gian Piero Gasperini, si è trasformata da comprimaria in perenne andirivieni dal campionato maggiore a quello cadetto e viceversa, a rivelazione europea in grado di sfiorare, a sorpresa per le quote calcio, nell'agosto 2020, una leggendaria qualificazione alla semifinale di Champions League.

Il club bergamasco è da decenni una fucina inesauribile di talenti. Lo dimostra, fra le altre cose, uno degli ultimi report settimanali di Cies Football Observatory che ha collocato il settore giovanile della “Dea” in testa alla classifica italiana (20 giocatori formati che giocano nei 5 tornei più importanti), prima di Milan (18), Roma e Inter (entrambi 15). 

Un jolly per tutti i ruoli

Uno degli ultimi prodotti del vivaio nerazzurro dal luminoso avvenire è Enrico Del Prato, jolly difensivo (all’occorrenza anche centrocampista) oggi in prestito alla Reggina dove si sta guadagnando sempre più spazio, fra campionato di serie B e Coppa Italia. Senza dimenticare le presenze in Under 21 (l’esordio è del 6 settembre 2019 nell’amichevole con la Moldavia a Catania, vinta per 4 a 0 dagli azzurrini). Se l’Atalanta si confermerà sui livelli attuali anche nei prossimi anni, Enrico potrebbe aspirare a diventarne una bandiera. E’, infatti, nato a Bergamo il 10 novembre 1999.

Talento precoce a 9 anni è già nelle fila della principale squadra cittadina. Inizia come attaccante ma viene progressivamente retrocesso sino a diventare uno dei più duttili difensori del futuro del nostro calcio. Per il ruolo che svolge non è un gigante (1.83 cm per 76 kg). Il suo punto di forza, dunque, non è la prestanza fisica.

Del Prato, al contrario è un difensore moderno e il passato da punta gli consente di avere un’ottima tecnica di base, con grandi capacità di impostazione che potrebbero renderlo utilissimo, in futuro, alla causa di Gasperini. E non è escluso che possa tornare a occupare una posizione più avanzata, come dimostra il suo impiego, talvolta, anche da centrocampista centrale. Come caratteristiche, insomma, può ricordare l’ex Gianluca Mancini, oggi alla Roma, dove ha giocato, complici i numerosi infortuni occorsi ai calciatori giallorossi, anche da mediano. 

Esordio fra i grandi

Durante l’ultimo anno trascorso nella Primavera atalantina, Del Prato ha indossato la fascia da capitano, collezionando 19 presenze, 4 gol e 1 assist. La prova del fuoco nel calcio dei grandi è arrivata durante nel campionato 2019/2020, quando è stato ceduto in prestito al Livorno.

Più che buono il ruolino nella prima esperienza in Serie B: 33 presenze e 1 rete. Quest’ultima è arrivata il 3 marzo del 2020 nella partita, da gol in entrambi i tempi per le scommesse sportive online pareggiata in casa per 2-2 dal club labronico contro il Frosinone. Durante il successivo mercato estivo matura il passaggio, sempre a titolo temporaneo, in un’altra squadra amaranto: la Reggina. 

Nazionale

Anche in nazionale Del Prato ha fatto tutta la trafila, come il suo compagno Bellanova. Due presenze nell’Under 18, 5 nell’Under 19, 14 nell’Under 20 (con la quale ha partecipato, come testimonia la foto di apertura di questa pagina, al mondiale di categoria Polonia 2019) prima di arrivare all’Under 21.

La selezione maggiore è ancora lontana ma Roberto Mancini non può che osservare con curiosità e ottimismo la crescita del ragazzo che su Transfermarkt, per il momento, è valutato 1,10 milioni di euro. Un affare per chi voglia puntarci, per assicurarsi un difensore versatile e dal sicuro avvenire, anche se non sarà sicuramente facile strapparlo a Giovanni Sartori. 

Ora la vita privata. Il suo idolo è il difensore del Manchester City Nicolas Otamendi. Quanto ai social è attivo sia su Instagram che su Facebook. Sul primo ha sinora collezionato quasi 6mila follower, sul secondo ha poco meno di 4mila amici. Sentimentalmente è impegnato con la palermitana Renata Militello.  

*il testo dell'articolo è di Luca La Mantia; l'immagine di Darko Vojinovic (AP Photo).

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