Dopo anni di relativa oscurità, interrotta da fiammate di notorietà grazie alle grandi manifestazioni, il calcio femminile in Italia sembra aver finalmente trovato una sua dimensione. Che tra l’altro è assolutamente in crescendo, anche e soprattutto grazie alla decisione di prevedere che i grandi club del pallone degli uomini avessero anche squadre composte da ragazze.

Lo status da dilettanti da superare

Il limite di retribuzione annua

Il passaggio al professionismo dalla stagione 2022/23

Le calciatrici più pagate in Italia

Alex Morgan la più pagata al Mondo

Una situazione che ha totalmente ribaltato i rapporti di forza del calcio femminile in Italia, soprattutto visto l’arrivo di vere e proprie corazzate. La Juventus Women, finora sempre campione d’Italia da quando è stata creata, la Roma Femminile ma anche realtà come il Sassuolo Femminile o la Fiorentina sono destinate a contribuire ad aumentare in maniera esponenziale l’importanza della disciplina nel nostro paese e, perché no, a lanciare qualche candidata spendibile per il pallone d'oro femminile anche grazie all’apporto sempre maggiore di pubblico mutuato dalle squadre maschili.

Lo status da dilettanti da superare

Quello che però continua a non cambiare è lo status delle calciatrici, che per il calcio italiano restano sempre e comunque delle dilettanti. I netti miglioramenti del settore, che permettono a chi scende in campo di vivere di calcio e di allenarsi e giocare in strutture che non hanno nulla da invidiare a quelle dei grandi club (anche perché ormai…spesso sono le stesse!), non hanno contribuito a un avanzamento normativo verso il professionismo.

Le Norme Organizzative Interne Federali, le celebri NOIF di riferimento permettono la creazione di accordi di tipo economico, ma lo status dilettantistico impedisce tipologie di lavoro subordinato (contratti) e autonomo (prestazioni da liberi professionisti). Il che, dal punto di vista giuridico, toglie anche alle calciatrici alcune tutele, come quella assicurativa, quella sanitaria e, ovviamente, quella pensionistica.

Il limite di retribuzione annua

Come funzionano dunque gli accordi delle calciatrici di Serie A? Intanto, hanno un limite ben fissato di retribuzione lorda annua che non può essere superato, quello di 30658 euro. Per rimpinguare le proprie casse, le calciatrici devono dunque puntare su altri introiti, come quelli dei bonus, delle indennità, delle spese di viaggio, che però sono anch’essi strettamente regolamentati e non possono superare cifre che restano comunque poco al di sopra dei 1000 euro mensili.

L’ultimo cambiamento al riguardo è datato 2018 e supera uno scoglio che fino a qualche anno fa era caratteristico del calcio femminile, quello del tesseramento annuale.

Come tutti i dilettanti, alla fine di ogni stagione, le calciatrici potevano decidere di rimanere con la propria squadra o di portare il proprio cartellino altrove.

Un abbraccio delle Azzurre!

Le modifiche più recenti prevedono invece la possibilità per le società di sottoscrivere con le atlete accordi economici pluriennali, fino a un massimo di tre stagioni, sempre previa l’impossibilità di pagare all’anno più del limite dei 30.658 euro più le varie indennità. Il fatto che gli accordi vadano pagati in mensilità uguali tra loro (ma entro comunque la finestra temporale della stagione in corso) spiega molto bene come questi accordi siano, almeno dal punto di vista pratico, molto simili ai contratti della controparte maschile, senza però esserlo per quanto riguarda i diritti delle giocatrici.

Il passaggio al professionismo dalla stagione 2022/23

Ancora per poco, però, perché la riforma dello Sport del Governo Draghi ha intenzione di cambiare le carte in tavola. Le decisioni dell’esecutivo spingono per un passaggio al professionismo a partire dalla stagione 2022/23, che dovrebbe dunque rappresentare il momento clou di una lotta che va avanti da anni per una parità di genere che le calciatrici portano avanti da parecchi anni.

Anche perché all’estero la situazione è assai diversa, con parecchi campionati professionistici che permettono alle calciatrici di guadagnare molto di più. Non sorprende dunque che molte azzurre abbiano tentato almeno una volta l’avventura all’estero, magari in Inghilterra o in Francia, dove gli stipendi sono più alti (basterebbe pensare a Samantha Kerr, l’australiana del Chelsea, finalista di Champions 2021 per le scommesse, che guadagna 800mila euro a stagione).

Il tanto pubblicizzato accordo tra Barbara Bonansea, attaccante della Juventus e della nazionale italiana, e Mino Raiola, forse il più influente procuratore del calcio europeo, non era tanto legato alla ricerca di un miglior ingaggio in Italia, perché sarebbe stato impossibile, ma alle prospettive di trovare una sistemazione più redditizia all’estero.

E proprio il timore di una diaspora dei talenti locali è stato il grimaldello sportivo per arrivare all’accordo sul professionismo, che dovrebbe giovare sia al movimento in sé, permettendo di trattenere le migliori azzurre e attrarre anche calciatrici importanti dall’estero, che soprattutto a chi scende il campo a ottenere stipendi migliori.

Le calciatrici più pagate in Italia

Ma questo, per quanto prossimo, è il futuro. Al momento attuale, nel valutare gli stipendi delle calciatrici di A è ancora impossibile salire troppo al di sopra del limite, anche al netto dei bonus e delle indennità introdotte negli ultimi tempi.

Il massimo raggiungibile si aggira sui 40mila euro lordi, cifre che comunque vengono corrisposte soltanto alle top player del campionato come la bianconera Barbara Bonansea. Anche le altre azzurre, come Sara Gama (anche lei della Juventus) o Elena Linari (Roma) o Valentina Giacinti (Milan), ma persino le calciatrici arrivate dall’estero negli ultimi anni, non ultima la canadese Julia Grosso, medaglia d’oro olimpica e da poco acquistata dalla Juventus, non possono superare quelle cifre. Almeno, non attraverso gli accordi con i club. 

Valentina Giacinti

Resta però implicito che le calciatrici possono trovare fonti di reddito alternative, che nel loro caso puntano dritte al mercato pubblicitario.

L’aumento dell’importanza del calcio femminile in Italia è da questo punto di vista un aiuto fondamentale per le giocatrici, che sempre più imitano i colleghi uomini per quanto riguarda gli accordi con gli sponsor, che siano di materiale tecnico (come accade per le giocatrici della nazionale, sotto contratto a vario titolo con le migliori aziende del settore) o di qualsiasi altra tipologia, come la diretta scommesse. Gli sponsor possono fare la differenza, tanto in Italia quanto all’estero.

Alex Morgan la più pagata al Mondo

Basterebbe pensare che sebbene Samantha Kerr sia la calciatrice con lo stipendio più alto del 2020, non è comunque quella che ha guadagnato di più. La statunitense Alex Morgan, nonostante un accordo con il suo club che si aggira sui 400mila euro, attraverso le sue sponsorizzazioni e altre attività collaterali (come la sua produzione letteraria e lo sfruttamento dei diritti dei suoi romanzi per adattamenti televisivi) è arrivata a guadagnare circa 4 milioni di euro.

La Alex Morgan!

Una cifra che può fare invidia a parecchi colleghi del pallone maschile. Sarà questo il futuro anche per le calciatrici della Serie A? Possibile. Intanto, il professionismo sarà un passo importante per i diritti, prima ancora che per gli introiti. Ma con la crescita sportiva del movimento, anche quella economica sembra ormai inevitabile…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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