C’era una volta la cortina di ferro: c’era una volta un muro che divideva Berlino in due diverse città e un confine che faceva declinare la Germania al plurale, con le due metà identificate dalla collocazione geografica rispetto allo scacchiere del continente europeo. A ovest la Repubblica Federale di Germania (BDR), a est la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), ognuna con le sue nazionali, le sue squadre e il proprio campionato di calcio.

Abbiamo chiesto a Roberto Brambilla, collaboratore di Avvenire e BundesItalia.com, autore del libro “C'era una volta l'Est. Storie di calcio dalla Germania orientale” di raccontarci il calcio nella DDR e le imprese in campo europeo di quelle squadre, con un occhio particolare rivolto al Lipsia protagonista di uno straordinario percorso in Champions League.

Ci racconti brevemente com'era il calcio della Germania Est?
“Il calcio della Germania Est faceva dell'atletismo e dell'organizzazione di gioco i suoi principi cardine. Non mancavano però i giocatori di talento e i fuoriclasse, come Jürgen Croy, del Sachsenring Zwickau, probabilmente uno dei cinque portieri più forti della storia tedesca, come Peter Ducke, centrocampista offensivo del Carl Zeiss Jena o Matthias Sammer, stella della Dinamo Dresda e futuro Pallone d'Oro dopo la Riunificazione”.

Qual era il rapporto delle squadre della DDR con le coppe europee? 
“Per essere un Paese relativamente piccolo, con poco meno di 20 milioni di abitanti, il rapporto era più che discreto. In circa 40 anni i club della Oberliga, la massima serie della DDR, sono andati tre volte in finale, tutte in Coppa delle Coppe, conquistando il trofeo nel 1974 con il Magdeburgo”.

Ci sono stati episodi clamorosi di tifosi o giocatori che hanno approfittato di trasferte europee per scappare in occidente?
“Bisogna tenere in conto che il permesso e il visto per seguire le squadre della DDR in trasferta in Occidente veniva concesso dalle autorità della Germania Orientale con il contagocce, a persone ideologicamente “fidate” o addirittura con rapporti con la SED, il partito guida del Paese o gli apparati di sicurezza dello Stato.

Frequente invece era la fuga di calciatori durante le trasferte europee. I più famosi forse furono quelli di Falko Götz e di Dirk Schlegel, fuggiti nel 1983 prima di un match di Coppa dei Campioni tra la “loro” Dinamo Berlino e il Partizan Belgrado o quello di Frank Lippmann, scappato dopo un'epocale sconfitta della Dinamo Dresda con il Bayer Uerdingen in Coppa delle Coppe nel 1986”.

La vittoria del Magdeburgo in Coppa delle Coppe nel 1974 è stato il punto più alto per una squadra della DDR, oltretutto in finale contro il Milan. Cosa puoi dirci di quella squadra?
“Se volessimo usare un'espressione tanto in voga, quella formazione era a “chilometro zero” o quasi. A parte non esserci gli stranieri, banditi nel calcio della DDR per regolamento, l'intera rosa, gestita da Heinz Krügel, era stata costruita negli anni precedenti e con calciatori cresciuti nella regione, la Sachsen-Anhalt, tra cui l'attaccante Martin Hoffmann, il centrocampista Jürgen Pommerenke e soprattutto Jürgen Sparwasser, l'uomo che un mese dopo avrebbe segnato la rete decisiva nel match tra Germania Est e Germania Ovest ai Mondiali '74”.

Qual è stato, prima del RB Lipsia, il miglior risultato in Coppa dei Campioni di una formazione della DDR?
“Nella storia della vecchia Coppa dei Campioni, due squadre, la Dinamo Berlino e la Lokomotive Lipsia sono arrivati più volte fino ai quarti di finale, senza mai superarli, tra la gli Anni Settanta e l'inizio degli Anni Novanta”.

Chemie Leipzig, Leipzig XI, Lokomotive Leipzig, SC Leipzig sono le quattro squadre di Lipsia che hanno disputato le coppe europee prima del RB. Hanno legami con la squadra odierna? Se sì, quali?
“Nessuna delle squadre che hai citato ha legami con l'attuale RB Lipsia. Il RasenBallsport, questo il nome ufficiale del club (RedBull non può essere citato nella denominazione per ragioni di regolamento), ha una relazione con un solo club “precedente”, il SSV Markranstädt, sodalizio dilettantistico della zona di Lipsia da cui la dirigenza della squadra attuale acquisì la licenza al momento della nascita”.

Che idea ti sei fatto del RB Lipsia, ormai sempre tra le favorite delle quote calcio? Qualcuno non la vede di buon occhio, rappresentando un progetto di business calcistico troppo moderno: tu cosa ne pensi?
“Faccio una premessa: adoro il modo in cui il RB gioca e il calcio che propone. Riconosco però che le modalità in cui il RB è entrato nel calcio tedesco, con un cospicuo investimento di denaro fin dagli esordi nelle serie dilettantistiche e alcuni aspetti mai chiariti (ad es.i rapporti con le squadre sorelle), possano aver fatto storcere il naso a una buona fetta di tifosi tedeschi, molto ancorati alla tradizione e poco abituati a questi progetti con grandi disponibilità economiche e scarso legame con il territorio”.

Se dovessi elencare le cinque più belle (o importanti) partite di una formazione della DDR in Europa, quali menzioneresti?
Non vado in ordine, solo perché non saprei scegliere.
- Bayer Uerdingen-Dinamo Dresda 7-3, ritorno quarti di finale di Coppa delle Coppe 1985/1986: dopo essere aver vinto all'andata 2-0 ed essere avanti 3-1 a circa mezz'ora dalla finale la Dinamo Dresda di Klaus Sammer (il papà di Matthias che è in campo) prende sei gol e viene eliminato
- Nottingham Forest – Dinamo Berlino 0-1, andata quarti di finale Coppa Campioni 1979-1980: al “City Ground” la squadra di Brian Clough futura campionessa d'Europa cede in casa per un gol di Riediger in contropiede. Al ritorno perderanno 3-1 e saranno estromessi dalla coppa.
- Lokomotive Lipsia-Bordeaux 0-1, 6-5 d.c.r, ritorno semifinale di Coppa delle Coppe 1986/1987: la Lokomotive Lipsia raggiunge la sua prima (e unica) finale europea, battendo dopo una maratona casalinga i francesi del Bordeaux. Protagonista assoluto il portiere René Müller, che ai rigori realizza dal dischetto il gol decisivo
- Carl Zeiss Jena-Roma 4-0, ritorno sedicesimi Coppa delle Coppe 1980-1981: i giallorossi, dopo un comodo 3-0 all'Olimpico crollano in Germania Est. Vengono sommersi da 90' a ritmo altissimo e da quattro reti, che ne decretano l'eliminazione.
- Bayern Monaco- Dinamo Dresda (4-3: 3-3), ottavi di finale Coppa dei Campioni 1973/1974: il più equilibrato confronto tra due club dai lati opposti del Muro, con tanti risvolti politici. Il Bayern si salva pareggiando a Dresda nel ritorno ma la squadra campione della DDR dimostra di poter competere con buona parte di quelli che neanche un anno dopo saranno campioni del mondo con la Germania Ovest.

Infine, se il Lipsia dovesse andare avanti in CL, sarebbe il massimo risultato di tutti i tempi per una formazione della ex DDR?
Per una squadra della ex DDR sì. Da quando è caduto il Muro, due squadre hanno partecipato alla massima competizione europea: l'Hansa Rostock, nella stagione 1991-1992, rappresentando di fatto ancora la Germania Est (grazie a un accordo con la UEFA). In quell'occasione il club del Baltico uscì al primo turno con il Barcellona. E poi la stessa RB, eliminata nel 2017-2018 al suo debutto nel girone di Champions League.

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*L'immagine di apertura dell'articolo è di AP Photo.
 

Sull'autore
Di
Emanuele Giulianelli

Scrittore e giornalista freelance, collabora regolarmente con il Corriere della Sera, con La Gazzetta dello Sport, con Extra Time, Rivista Undici, Guerin Sportivo e con varie testate internazionali come Four Four Two, Panenka e Tribal Football. Scrive per B-Magazine, la rivista ufficiale della Lega Serie B.

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