Martedì 10 marzo, in un Mestalla a porte chiuse per l’emergenza coronavirus, il Valencia ospiterà l’Atalanta per il ritorno degli ottavi di Champions League. La sconfitta subita a Bergamo per 4-1 rende molto difficile la rimonta degli iberici che, però, possono aggrapparsi a uno storico precedente, che abbiamo deciso di raccontarvi su 888sport.

Champions League 2003-04, il Milan di Ancelotti è detentore del trofeo, conquistato nella memorabile finale, tutta italiana, di Manchester contro la Juventus ai calci di rigore, ed è ancora una volta la squadra favorita per la conquista della coppa dalle grandi orecchie.

Il primo posto del Milan con due sconfitte - Il cammino europeo dei rossoneri va avanti, con qualche intoppo di troppo per una squadra che vuole confermarsi campione d’Europa: sorteggiati in un girone con Ajax, Club Bruges e Celta Vigo, infatti, i rossoneri rimediano due sconfitte casalinghe, difficilmente preventivabili, contro i belgi e gli iberici.

Le battute d’arresto, tuttavia, non impediscono al Milan capitanato da Paolo Maldini di concludere la fase eliminatoria al primo posto nel gruppo H con 10 punti, davanti al Celta con 9 e passano, così, agli ottavi di finale, introdotti per la prima volta nella fase a eliminazione diretta della competizione.

Il Deportivo nuova nobile di Spagna - Dopo aver eliminato agevolmente negli ottavi lo Sparta Praga, il sorteggio del 12 marzo 2004 a Nyon porta in dono al Milan, rimasto insieme alla Juventus a rappresentare l’Italia in Champions League dopo l’eliminazione di Lazio e Inter, gli spagnoli del Deportivo La Coruña.

La formazione allenata dal tecnico basco Javier Irureta sta vivendo gli anni migliori della sua storia calcistica: nel 1999-2000, infatti, con stelle del calibro di Djalminha, Jokanovic, Flavio Conceicao, Naybet e Mauro Silva, ha conquistato il suo primo (e unico) titolo nella Liga, per poi ottenere due secondi e un terzo posto che l’hanno lanciata stabilmente tra le grandi del calcio spagnolo di quel periodo.

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I galiziani e l’Europa - In Europa, i galiziani hanno raggiunto i quarti di finale alla loro prima, storica, partecipazione in Champions League nel 2000-01, eliminati dal Leeds di Rio Ferdinand, Lucas Radebe e Alan Smith; un’altra formazione inglese, il Manchester United, ha sbattuto in faccia la porta delle semifinali della massima competizione continentale al Deportivo l’anno dopo, mentre nel 2002-03 gli iberici sono usciti alla seconda fase a gironi, dopo aver superato la prima proprio insieme al Milan.

L’andata a San Siro - Il Deportivo che si presenta a San Siro per la gara d’andata dei quarti, il 23 marzo 2004, è una formazione che incute timore, avendo eliminato nel turno precedente la Juventus con un doppio 1-0, al Riazor e al Delle Alpi, grazie alle reti di Albert Luque all’andata e Walter Pandiani al ritorno.

Il Milan è una corazzata, una formazione zeppa di fuoriclasse, come evidente dall’undici messo in campo da Ancelotti per l’occasione: Dida; Cafu, Costacurta, Maldini, Pancaro; Gattuso, Pirlo, Seedorf; Kakà; Shevchenko, Inzaghi. Il Depor, senza alcun timore reverenziale, vuole ripetere l’impresa di Torino e passa in vantaggio dopo 11 minuti grazie all’uruguaiano Pandiani; ma il Milan è in serata di grazie e seppellisce i volenterosi ragazzi di Irureta sotto quattro reti, messe a segno a Kakà (doppietta), Shevchenko e Pirlo.

La remuntada del Riazor  - Due settimane dopo al Riazor, il Milan arriva convinto che la partita di ritorno altro non sia che una semplice formalità: la squadra di Ancelotti si sente già il biglietto per le semifinali in tasca. Ma quel volo non lo prenderà mai.
Il Deportivo scende in campo con il sangue agli occhi, aggredendo e attaccando fin dal primo minuto, con un solo obiettivo: segnare tre gol. “Un primo tempo drammatico. Come altro definirlo? Il Depor parte con la grinta furiosa di un toro. A testa bassa, schiacciando il Milan con un pressing pungente e fastidioso”, sono le parole con cui La Gazzetta dello Sport racconta la prima parte di gare il giorno successivo.

Il solito Walter Pandiani mette a segno la prima rete dopo 5 minuti, ma il Milan si sente forte dell’ampio vantaggio e conta sulla propria capacità di rallentare il ritmo forsennato dei galiziani; quando Valeron raddoppia di testa, su azione da calcio d’angolo al 35’, la terra sotto i piedi dei rossoneri inizia a cedere. Tocca a Luque, sempre per dirla con le parole della rosea, nove minuti dopo “fare pernacchie a Nesta e battere ancora una volta Dida con un fendente sotto la traversa. Fiesta: 3-0. Ovvero, Depor in semifinale. Tutto da rifare”.

Paolo Maldini prova a caricare i suoi all’inizio della seconda frazione di gioco, ma è ancora una volta il Deportivo ad andare a segno con Fran che, a quattordici minuti dal termine, fissa il punteggio sul 4-0 finale e manda i suoi in semifinale e le quote Champions in ghiaccio! Per il Milan rimane una delle più cocenti e clamorose eliminazioni; per il calcio europeo, una delle più fantastiche rimonte mai viste.

*La foto di apertura dell'articolo è di Lalo Villar (AP Photo).

Sull'autore
Di
Emanuele Giulianelli

Scrittore e giornalista freelance, collabora regolarmente con il Corriere della Sera, con La Gazzetta dello Sport, con Extra Time, Rivista Undici, Guerin Sportivo e con varie testate internazionali come Four Four Two, Panenka e Tribal Football. Scrive per B-Magazine, la rivista ufficiale della Lega Serie B.

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