Il Barcellona non vive il suo momento migliore. Messi è andato via, la vecchia generazione sta pian piano invecchiando e il club si trova a dover ricostruire, cercando volti nuovi che possano sostituire miti come la Pulce, Iniesta e Xavi. A giudicare dagli ultimi tempi, però, i blaugrana potrebbero aver fatto il colpaccio. Il futuro del club è nei piedi di Pedri, Ansu Fati e Gavi.

Il precedente di Neymar

La famosa clausola di Denilson

Le clausole rescissorie in Serie A

Da Atletico a Barcellona e ritorno 

La Red Bull e la clausola per l'allenatore

E a ognuno dei tre è stato dato un segnale di fiducia importante. Il più giovane ha esordito in nazionale con Luis Enrique, l’attaccante ha ottenuto il numero 10 che è stato di Messi, mentre il centrocampista ha…una clausola rescissoria da un miliardo di euro. 

Il precedente di Neymar

A tanto è fissata la cifra per cui Pedri può interrompere unilateralmente il suo rapporto con il Barça per firmare con un’altra squadra. Una cifra che sembra spropositata, ma visto il clamoroso caso Neymar, con il Paris Saint-Germain che nell'estate 2017 ha staccato un assegno da 222 milioni per portarsi via il brasiliano, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

Al mondo, solamente lo spagnolo del Barcellona e Karim Benzema hanno una clausola così irraggiungibile. Del resto, la Liga è sempre stata il regno delle clausole rescissorie, molto prima che Neymar facesse saltare il banco. 

Il giorno della presentazione di Neymar

La famosa clausola di Denilson

L’indennizzo obbligatorio prefissato per la "libertà" dal contratto del calciatore è stato inserito negli accordi negli anni Ottanta, a seguito della pronuncia del legislatore spagnolo. Già negli anni Novanta, arrivano i primi clamorosi casi, con clausole fantasiose. C’è quello del brasiliano Ronaldo, che va in rotta con il Barcellona e si accorda con l’Inter, che paga la clausola da 48 miliardi di lire.

La FIFA sulle prime non accetta il trasferimento, in quanto viene ritenuto che la clausola sia valida solamente nell’ordinamento iberico, ma alla fine si giunge a un accordo e nel corso degli anni la norma viene rivista e applicata nel regolamento internazionale.

Ma non tutte le clausole vengono pagate. Anzi, alcune diventano vere e proprie prigioni dorate, come quella di Denilson. Il brasiliano fa innamorare il mondo in un torneo che precede i mondiali 1998 e alla fine se lo accaparra il Betis Siviglia. Il contratto è monstre: dodici anni con clausola rescissoria a dir poco folle da 750 miliardi di lire.

Denilson festeggia con Ronaldo

Inutile dire che il verdeoro si trasforma in un flop pazzesco e che alla fine il contratto tra lui e il club andaluso viene stracciato nel 2005, senza che a nessuno sia mai neanche balenata l’idea di provare ad acquistarlo. 

Le clausole rescissorie in Serie A

La Spagna fa giurisprudenza, ma pian piano l’idea della clausola rescissoria si fa largo in tutto il resto del mondo, principalmente per volontà dei calciatori, che la utilizzano come possibilità di fuga, cercando di imporre clausole alte ma comunque abbordabili per un top club. È il caso di quella di Miralem Pjanic, che nel suo contratto con la Roma prevede una clausola da circa 36 milioni di euro. E quando la Juventus si innamora del bosniaco, c’è ben poco che la società giallorossa possa fare.

Ma anche clausole relativamente alte non lasciano al riparo da sorprese. E non è solo il caso Neymar a fare scuola, perché anche l’Italia ha il suo acquisto shock. Al temine della stagione in cui Higuain batte il record di marcature in Serie A, arriva una notizia incredibile: la Juventus, che un mese prima aveva appena pagato la clausola di Pjanic, fa il bis.

Higuain all'esordio in Champions con la Juve

Il Pipita informa il Napoli che si avvarrà della possibilità di rescindere il suo contratto, previo pagamento da parte della Signora di due rate da 45 milioni ciascuna, per un totale di 90. 

Da Atletico a Barcellona e ritorno 

Ma non mancano le polemiche, anzi. Il caso maestro è quello che riguarda Antoine Griezmann, straordinaria protagonista di una doppietta per le scommesse live nello spazio di 15' al fortissimo Liverpool. Il Piccolo Diavolo è protagonista di un lunghissimo tira e molla con il Barcellona, che lo vuole per affiancare Messi e Suarez. La sua clausola rescissoria è di 200 milioni di euro, che però i blaugrana non si decidono a fissare, perché aspettano che arrivi il 1 luglio 2019.

A quella data, la clausola scende a 120 milioni, esattamente la cifra che i blaugrana versano ai Colchoneros a mercato aperto.

L’Atletico però non ci sta, sostenendo di avere le prove che le negoziazioni tra le due parti erano iniziate già a febbraio, quando la clausola era ancora da 200 milioni. Senza contare il fatto che in teoria un club non potrebbe contattare un tesserato altrui… Il presidente Cerezo si rivolge all’authority per la concorrenza della Liga e alla fine arriva un accordo: per il…disturbo, l’Atletico riceve altri 15 milioni da parte del Barcellona, che quindi alla fine il Piccolo Diavolo lo paga 135 milioni.

Antoine Griezmann dalla bandierina

La Red Bull e la clausola per l'allenatore

Chi fa particolarmente uso delle clausole rescissorie di frequente è il gruppo Red Bull, che lavorando molto con i giovani ha trovato il modo di massimizzare la loro compravendita.

Le dimostrazioni sono parecchie, a partire dai 60 milioni che il Liverpool ha versato per pagare la clausola rescissoria di Naby Keita del Lipsia, per continuare con la clausola da 24 milioni sul contratto di Erling Braut Haaland con il Salisburgo, che ha permesso al Borussia Dortmund di acquistare il norvegese a un prezzo assai competitivo, ma anche alla società austriaca di ricevere molto di più di quanto aveva versato al Molde per portarlo sulle rive del fiume Salzach. 

E persino un club come il Bayern Monaco, tra i favoriti per la Champions per le scommesse calcio e sempre particolarmente attento ai conti, ha spesso utilizzato le clausole negli ultimi anni per portarsi a casa i calciatori che servivano. Clamoroso il caso di Lucas Hernandez, pagato 80 milioni all’Atletico Madrid, ma anche quello di Pavard, che vale 35 milioni di euro all’appena retrocesso Stoccarda. E poi, tanto per rimanere al presente, c’è l’acquisto di Upamecano dal Lipsia, pagato come da contratto del francese 42 milioni.

Certo, poi ci sarebbe quel piccolo particolare per cui il Bayern ha anche dovuto versare 25 milioni ai sassoni per portarsi via il tecnico Julian Nagelsmann. Ma quella, dal punto di vista giuridico, è ancora una penale e non una clausola rescissoria. Ma visto come vanno le cose, di certo anche per gli allenatori cominceranno ad arrivare a breve…

Vista dall’esterno, la clausola rescissoria sembra dunque uno strumento utile sia a chi compra, che sa già quanto pagherà un calciatore, sia al calciatore stesso, che ha così la sua libertà di scegliersi la squadra. Ma di certo, conviene un po’ meno a chi vende, perché solo chi è riuscito a imporre un valore più alto di quello di mercato ha la certezza di guadagnare dal trasferimento...

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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