Carmine Raiola è diventato Mino Raiola, l'agente più influente del mondo del calcio, partendo dai tavoli della pizzeria di famiglia ad Harleem in Olanda. Una bellissima storia di successo...ma se qualcuno pensa che questa sia una sorta di fiaba natalizia del self made man non ha mai sentito parlare dello straordinario percorso di come Richard Paul è riuscito a diventare Rich Paul, il più famoso, influente e carismatico agente dello sport americano.

Raiola faceva il cameriere nella pizzeria della sua famiglia, un lavoro umile e lontano miglia dal suo attuale lavoro. Una scalata incredibile. Rich Paul parte senza nemmeno averlo mai avuto un lavoro autentico. Quella di Rich Paul è una vera e propria favola moderna. 

Tutto comincia nel 2002 all'aereoporto di Akron. In quel momento Richard ha 21 anni e vende maglie sportive vintage in quello che non è esattamente un negozio di lusso: il bagagliaio della sua auto. 

Sliding doors, ma su un volo

Un giorno Richard sale su un aereo Akron/Atlanta indossando una vecchia maglia di Warren Moon, una icona del football NFL fine anni 80 inizi 90. Un giovanotto ancora all'high school si innamora di quella maglietta e inizia ad attaccare bottone con lui. In breve i due scoprono di avere molto in comune e diventano amici fraterni. Fanno un patto di sangue. Sono entrambi neri, giovani e poveri, nati ad Akron in quartieri disastrati da famiglie disastrate.

Tutta la differenza del mondo la fa il fatto che quel ragazzino l'anno seguente viene scelto alla pick numero 1 dai Cleveland Cavaliers senza passare dal college. Quel ragazzino è un certo signor LeBron Raymone James Sr., meglio noto come LeBron James.

Da agente a icona pop

Lebron James è famoso per avere un grande fiuto, come tutti i migliori del resto. A 19 anni capisce di aver bisogno di un clan, di una famiglia e assume quel ragazzo conosciuto sull'aereo, Rich Paul. "Mi ha detto che in realtà non aveva un lavoro per me, ma che mi voleva vicino e avremmo capito", ha poi raccontato Paul. Nel 2006 il salto di qualità. Lebron licenzia il suo agente Aaron Godwin decidendo di fare da solo. Fonda la L.R.M.R. Management Company e manda Rich Paul a studiare da manager.

Rich è un ragazzo sveglio e impara velocemente, ma è anche saggio, e solo quando si sente pronto si lancia nel vuoto: nel 2012 fonda la Klutch Sports Group e si mette su piazza. Nessuno nella storia degli agenti sportivi ha polverizzato le tappe come lui. Ha letteralmente spaccato il mercato diventando uno dei personaggi più influenti non solo nello sport americano ma nella cultura, non solo sportiva, degli Usa nell''arco di soli 5 anni. 

Gli agenti di solito stanno dietro le quinte, non lui. Diventa il primo agente sportivo della storia ad apparire sulla copertina di Sport Illustrated. Diventa una icona pop.

Le cifre

Nel solo 2019 ha negoziato contratti per un totale di 800 milioni di dollari guadagnando secondo Forbes la bellezza di 32.6 milioni. Il quintetto dei suoi assistiti è roba da Space Jam: Lebron James. Anthony Davis, Ben Simmons, Draymon Green e John Wall, secondo per i pronostici NBA tra i favoriti per la Southwest Division con i suoi Rockets!  

Rich Paul guadagna dai contratti dei giocatori la stessa cifra di tutti i procuratori sportivi, il classico 4%.
Quello che fa di diverso Rich Paul rispetto a tutti gli altri agenti sta tutto in un tweet del reporter del New York Times Mark Stein: in sostanza, con la stagione accorciata, pochissimi giocatori in tutta la NBA hanno ricevuto l'intero importo del loro salario nei tempi stabiliti, tutti gli assistiti di Rich Paul ovviamente invece si. Non si diventa fenomeni per caso.

Rich Paul rule

L'ascesa cosi feroce e improvvisa di un outsider dà sempre fastidio. E un personaggio come Rich Paul è polarizzante, si ama o si odia. La casta del 4%, come vengono chiamati gli agenti negli States, ha dichiarato guerra a Rich Paul e a tutto quello che lui incarna e rappresenta. Rich Paul essendo un grande agente, i suoi nuovi clienti se li va a pescare nel college basket. 

La lega del college basketball d'america, la NCAA, infastidita dai suoi modi ha cercato di affossarlo, proclamando quella che tutti conoscono come la Rich Paul Rule.

 

La NCAA ha stabilito che tutti gli agenti debbano avere una laurea, cosa che ovviamente Paul non ha. Aggiungendo altri criteri molto discutibili che vanno di fatto a limitare il suo operato. Lebron James, favorito anche per il 2021 per le scommesse NBA e altri hanno subito lanciato una campagna social, sbeffeggiando questo goffo tentativo di becero protezionismo, che puzzava anche di velato razzismo. La NCAA è stata costretta a fare immediata retromarcia. Rich Paul ha battuto anche la Rich Paul Rule.
 

Se non puoi sconfiggerlo...

L'influenza di Rich Paul è evidente ormai nel mondo del basket professionistico americano. La figura di Rich Paul però è straripante e sta dilagando in altri mondi e mercati. 

A Hollywood da sempre esistono le cosiddette “Big Four”, le 4 potentissime agenzie che rappresentano gli attori e tutto lo showbiz americano. Queste agenzie muovono una quantità pazzesca di soldi e hanno in mano il vero potere economico dell'industria dell'intrattenimento USA.

Una delle Big Four ha preso alla lettera la famosa frase di Cesare: “se non puoi sconfiggere il tuo nemico fattelo amico”. Un giovane nero, nato in una delle più povere cittadine del Midwest, partito vendendo maglie usate nella sua auto è così riuscito nel miracolo, realizzando alla perfezione il sogno americano: è da poco diventato socio e membro del Cda della United Talent Agency, una delle più potenti organizzazioni del mondo dello spettacolo a stelle e strisce. Rich Paul non ha limiti.

*Il testo dell'articolo è di Jacopo Manni; l'immagine di Marcio Jose Sanchez (AP Photo).

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