Una squadra di diavoli, rossa come il fuoco e nera come la paura da fare agli avversari. Questa l’idea del Milan di uno dei suoi fondatori, l’inglese Herbert Kilpin. Quello che i gentiluomini che nel 1899 creano il Milan Football & Cricket Club non sanno è che la squadra diventerà una delle più vincenti al mondo. Il palmares internazionale dei rossoneri è incredibile, con 7 Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe Europee, 3 Coppe Intercontinentali e un Mondiale per club.

I primi tre scudetti rossoneri

Negli anni '50 altri 4 titoli

Gli scudetti di Nereo Rocco

Lo scudetto della Stella

I trionfi con Berlusconi

Ma anche quando si guarda all’Italia, il Diavolo ci sa fare eccome, nonostante sia “solamente” terzo nella classifica per titoli vinti. Il Milan ha infatti in bacheca 18 scudetti, che ha iniziato a vincere…appena nato.

I primi tre scudetti rossoneri

Il primo titolo di campione d’Italia il club milanese lo vince addirittura a poco più di un anno dalla sua fondazione, tradizionalmente datata al dicembre 1899. Il 5 maggio 1901 il Milan interrompe infatti il predominio del Genoa, che fino a quel momento aveva vinto tutti e tre i campionati disputati.

I rossoneri arrivano alla finale vincendo a Torino contro la Juventus e nel match decisivo non lasciano scampo ai rossoblù: lo 0-3 finale regala così il primo scudetto al Milan.

Per il bis e per il tris non c’è bisogno di aspettare troppo tempo. Il campionato 1905/06 si decide allo spareggio, perché nel girone finale il Milan e la Juventus arrivano entrambe a cinque punti e si devono dunque incontrare di nuovo. Al Velodromo Umberto II la partita finisce 0-0 dopo i supplementari, ma la ripetizione è contestata: la Juventus non vuole giocare sul campo della US Milanese e non si presenta, regalando di conseguenza il secondo titolo al Milan.

Nella stagione successiva allo stemma rossonero tocca dimostrare di saper vincere anche sul campo e la conferma arriva senza colpo ferire. Nel girone finale del campionato 1906/07 il Milan vince entrambe le partite contro l’Andrea Doria e ai meneghini bastano due pareggi con il neonato Torino per portare a casa il terzo Scudetto. Che però resterà l’ultimo per un bel po’.

Negli anni '50 altri 4 titoli

Per rivedere i rossoneri in cima al calcio italiano ci vorranno infatti quasi cinquant’anni. Nel primo dopoguerra il Milan delude e solo nella stagione 1950/51 riesce a prendersi il quarto scudetto. Grazie al leggendario terzetto svedese Gre-No-Li (Gren, Nordhal e Liedholm), la squadra guidata dall’ungherese Lajos Czeizler si aggiudica (Nordhal mette a segno 34 reti) il titolo alla penultima giornata, quando una sconfitta dell’Inter, unica inseguitrice, rende ininfluente il tonfo dei rossoneri contro la Lazio.

È l’inizio di un periodo molto positivo per il Milan, che in capo a meno di dieci anni riesce a vincere il titolo altre tre volte. Il quinto trionfo è quello del 1954/55, quando la squadra, ormai orfana di Gren ma sempre con un Nordhal in gran forma (27 reti), vince tranquillamente lo Scudetto con un turno di anticipo, diventando così la prima squadra italiana a qualificarsi per la Coppa dei Campioni.

Due anni dopo, nella stagione 1956/57, anche Nordhal se n’è andato, ma in compenso la squadra può contare su Liedholm e su un campionissimo come Juan Alberto Schiaffino, nonché su un tecnico che farà la storia del club, Gipo Viani. Nonostante alcuni problemi (come alcuni membri della rosa colpiti dal tifo), i rossoneri vincono agevolmente anche il sesto titolo, con sei punti di vantaggio sulla Fiorentina campione d’Italia in carica.

Il capitano Liedholm contro la Juve!

Il trionfo successivo è ancora a distanza di due anni, quando nella stagione 1958/59 Viani e i suoi scoprono il talento di Josè Altafini, che con 28 reti porta i rossoneri in vetta al campionato alla fine del girone di andata. La lotta con la Fiorentina è lunga e piena di polemiche, ma alla fine il Milan vince comunque il settimo titolo della sua storia con una giornata d’anticipo, di nuovo davanti alla Viola. 

Gli scudetti di Nereo Rocco

Nella stagione 1961/62 arriva a Milano un altro personaggio destinato a segnare la storia rossonera. Ad affiancare Viani (che fa il direttore tecnico) arriva Nereo Rocco. E il Paron, re del Catenaccio organizzato con Triestina e Novara, fa capire subito di che pasta è fatto.

Alla sua prima annata al Milan, arriva immediatamente lo scudetto, l’ottavo per la società, nonostante dopo oltre dieci anni ci sia l’addio di Liedholm. In una stagione in cui in vetta si alternano anche l’Inter di Herrera e la solita Fiorentina, i rossoneri portano a casa il titolo con una giornata di anticipo, grazie ai gol del solito Altafini (capocannoniere con 22 marcature), e si qualificano per la Coppa dei Campioni che vinceranno nella stagione successiva.

Dopo un periodo di dominio dell’Inter, ci vuole il ritorno in panchina di Rocco (che nel frattempo aveva accettato l’offerta del Torino) per vedere il nono scudetto milanista.

Nereo Rocco

L’annata 1967/68 è trionfale, visto che gli uomini del Paron e di Gianni Rivera vincono il titolo con un distacco per l’epoca abissale, nove punti sul Napoli secondo, facendo presagire il secondo trionfo continentale che arriverà nella stagione successiva.

Lo scudetto della Stella

Per appuntarsi la stella sul petto, però, dovranno passare altri undici anni, con in mezzo il trionfo sfumato nel 1973 nella “fatal Verona”.

Il decimo Scudetto è quello che chiude l’era Rivera. Il capitano rossonero lascia il calcio guidando la squadra di Nils Liedholm al titolo in una stagione piena di sorprese, considerando che ad arrivare secondo è il Perugia di Castagner, che chiude il campionato da imbattuto. 

Gianni Rivera

 

I trionfi con Berlusconi

E poi…beh, poi arriva Silvio. Gli altri nove scudetti della storia rossonera sono tutti targati Berlusconi, che nel 1986 acquista la società e rivoluziona il calcio italiano e quello mondiale. Il Cavaliere porta in panchina Arrigo Sacchi e soprattutto acquista campioni come Gullit, Van Basten e Rijkaard, portando di nuovo il Milan a primeggiare in Italia e in Europa.

Paradossalmente, il Milan degli Immortali vince un solo scudetto, quello della stagione 1987/88, dopo una clamorosa rimonta nei confronti del Napoli di Maradona, campione d’Italia in carica, suggellata dalla vittoria al San Paolo per 2-3 nella terzultima giornata.

Più fortuna, almeno per scudetti vinti, avrà Fabio Capello, che prende il testimone di Sacchi e incamera quattro titoli in cinque stagioni. Nella stagione 1991/92, il Milan termina il campionato da imbattuto e vince il suo dodicesimo scudetto (con Van Basten capocannoniere) con otto punti di vantaggio sulla Juventus.

L’annata successiva, con gli innesti di Papin e Savicevic e un Van Basten a mezzo servizio, a finire seconda e a vedere il tredicesimo titolo dei cugini è l’Inter, che approfitta di un calo rossonero e arriva 4 punti di distacco, quando a marzo le lunghezze di distacco erano addirittura 11.

Il tris arriva nella stagione 1993/94, in cui il Milan vince quasi per inerzia e grazie a una difesa impenetrabile, che permette a Sebastiano Rossi di prendersi il primato di imbattibilità in Serie A, non subendo gol per 929 minuti; in quegli anni di puntate solo tramite scommesse online nessuno avrebbe azzardato il gol su una partita dei rossoneri!

Dopo un anno di difficoltà, Capello firma il suo poker con il quindicesimo titolo rossonero, quello del 1995/96, firmato da Roberto Baggio e soprattutto da George Weah, nuova stella milanista dopo il ritiro ufficiale di Van Basten a inizio stagione.

Weah con la maglia con lo Scudo!

Gli anni Novanta si chiudono col botto per i rossoneri, che in maniera rocambolesca vincono il sedicesimo scudetto nella stagione 1998/99, con una clamorosa rimonta. A subirla è la Lazio, che riesce a guadagnare fino a 7 punti sulla squadra guidata da Zaccheroni, per poi crollare a poche giornate dal traguardo. Il sorpasso si concretizza alla penultima, quando i biancocelesti pareggiano con la Fiorentina e si vedono passare avanti dal Milan, che vince a Perugia all’ultima giornata e porta a casa un titolo decisamente inatteso.

Per tornare a imporsi, poi, bisogna attendere il 2003/04, la stagione dell’unico scudetto dell’era Ancelotti (segnata però da due Champions). Quell’anno la rivale principale è la Roma, che viene agganciata a fine gennaio e poi staccata con un’accelerazione che alla fine porterà Shevchenko (capocannoniere con 24 gol) e compagni vincere il titolo numero 17 con ben 11 punti di vantaggio sui capitolini.

Il diciottesimo e finora ultimo scudetto è invece firmato Allegri, che nella stagione 2010/11, con un Ibrahimovic in forma smagliante, strappa il titolo all’Inter dopo cinque anni precedendo i reduci del Triplete di sei punti.

E adesso tocca a Pioli cercare di raggiungere i cugini a quota 19, magari anche impedendo a Simone Inzaghi, favorito per le quote Scudetto di portare la seconda stella nella parte nerazzurra della città.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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