A prima vista, la pallavolo è uno sport semplice. Con un massimo di tre tocchi, si deve far toccare al pallone il pavimento della metà campo avversaria.

Le misure del campo da pallavolo

La rotazione in campo nel volley

L'abolizione della regola del cambio palla

Le infrazioni nella pallavolo

Il ruolo del libero nel volleyball

Le regole sul muro

L'utilizzo dei piedi

E detta così, potrebbe anche sembrare che non ci sia molto altro da sapere per chi guarda una partita di volley. In realtà però non è così, anche perché quando la pallavolo è nata, nel lontano 1895, le regole che presenta il suo inventore William G. Morgan sono lontanissime da quelle di oggi.

Le misure del campo da pallavolo

Ovviamente la pallavolo moderna è quasi…un altro sport, che ha poche ma importantissime regole. Si gioca in sei contro sei, su un campo rettangolare da 18 metri per nove, che è diviso dalla rete in due quadrati. A sua volta, ogni metà campo è divisa in due da una linea posta a tre metri dal centro. La altezza della rete rappresenta l’unica differenza tra pallavolo maschile e femminile: per gli uomini è fissata a 2,43m, mentre per le donne è a 2,24m.

Le campionesse olimpiche!

 

La rotazione in campo nel volley

Una delle caratteristiche più particolari del volley è però la rotazione in campo. Per quanto i ruoli (centrale, opposto, palleggiatore, schiacciatore e libero) siano fissi, non lo è la posizione all’interno del terreno di gioco. A ogni cambio palla (ovvero quando effettua un punto la squadra che non stava battendo all’inizio), i giocatori devono ruotare in senso orario, seguendo le sei posizioni che sono elencate partendo dalla seconda linea e dal difensore destro.

Occhio a rispettare la rotazione, altrimenti si rischia di incorrere nel fallo di posizione, che l’arbitro sanziona quando i giocatori in campo al momento del servizio non sono nel posto che compete loro. A stabilire quale sia il posto, però, non c’è uno schema fisso, ma la posizione stessa dei giocatori, che sanno che in una determinata posizione devono trovarsi più avanti o più indietro, più a sinistra o più a destra di chi gli sta vicino.

L'abolizione della regola del cambio palla

La pallavolo di qualche decennio fa, si giocava con la regola del cambio palla. Era possibile conquistare un punto (dei 15 necessari per vincere un set) solamente in un’azione iniziata con il proprio servizio. Una situazione che spesso e volentieri rendeva le partite delle vere e proprie maratone e che è stata dunque modificata. Ora, ogni pallone finito a terra vale un punto e questa novità è stata avvincente anche per le scommesse live!

 Le partite sono articolate su cinque set da 25 punti, con tie-break in caso di parità sul 24-24 e quinto set che invece si gioca a quindici. Vince la squadra che per prima porta a casa tre set. 

Dunque, un punto nella pallavolo si fa facendo finire il pallone a terra nel campo avversario, persino pizzicando minimamente le linee, che fanno parte della propria area. Oppure si può fare in modo che il pallone vada fuori, avendo però toccato un giocatore avversario che non è stato in grado di controllarlo. Il tutto in massimo tre tocchi, o quattro, se il muro è riuscito a smorzare l’azione degli avversari. 

Le infrazioni nella pallavolo

Ma un’azione nella pallavolo non è così semplice come può sembrare, perché ci sono regole ben precise che determinano quello che è regolare e quello che non lo è. Ogni infrazione, ovviamente, è sanzionata con un punto a sfavore e con l’assegnazione del servizio alla squadra avversaria. Si parte dall’assunto che solamente i tre giocatori che si trovano sottorete, ovvero nelle tre posizioni di gioco davanti alla linea dei tre metri, possono attaccare da quella zona.

Il che non significa che chi si trova in seconda linea non possa attaccare, ma per farlo dovrà comunque staccare prima di toccare con i piedi la linea dei tre metri. Occhio poi alla rete e alla linea di metà campo. Toccare la rete o oltrepassare con l’intero piede la linea è fallo di invasione, così come lo è toccare il pallone che abbia già oltrepassato interamente la rete, trovandosi così nella parte di campo dell’avversario.

Il ruolo del libero nel volleyball

C’è poi qualche limitazione per il ruolo del libero, che è stato introdotto abbastanza di recente e ha causato una piccola-grande rivoluzione nello sport. Il libero è un giocatore prettamente difensivo, che come tale viene schierato quando la squadra è in ricezione della battuta avversaria, solitamente sostituendo il centrale che in quel momento si trova in seconda linea.

Il famoso libero francese Jenia Grebennikov, giocatore in forza al Modena!

Ma visto questo lavoro particolare, il libero non può fare altro che ricevere. Se si trova a giocare il secondo tocco, quello che solitamente tocca al palleggiatore, in prima linea, i compagni di squadra non possono attaccare schiacciando, ma devono semplicemente spedire il pallone al di là della rete colpendolo dal basso.

Le regole sul muro

E, naturalmente, al libero non è permesso né di attaccare né di andare a muro, un altro fondamentale del volley che ha un paio di regole dedicate.

Come quella che impedisce di andare a muro sul servizio degli avversari o a chi nelle rotazioni parte in seconda linea di andare a tentare di murare l’avversario. Fortissime in questo fondamentale, le ragazze statunitensi del sensazionale Coach Karch Kiraly hanno rispettato i favori dei pronostici pallavolo, sbaragliando le avversarie nel Torneo olimpico di Tokyo!

Il muro delle statunitensi!

Per il resto, in difesa si può fare un po’ di tutto, tranne che giocare il pallone quando è nel campo dell’avversario.

L'utilizzo dei piedi

Attenzione, però, perché se una ricezione sbagliata spedisce la sfera dall’altro lato del palazzetto ma non in campo, un difensore può (evitando di passare sotto rete) persino rispedirla dalla sua parte. E, a differenza di quanto avveniva in passato, può farlo con qualsiasi parte del corpo.

Il russo Artem Ermakov utilizza il piede in ricezione!

Già a partire dagli anni Novanta è infatti stato liberalizzato il tocco di piede, che una volta era considerato infrazione ma che oggi è diventato utilissimo e comune, soprattutto quando c’è la necessità di effettuare salvataggi alla disperata. 

Apprese queste poche ma importanti regole, tra cui l’impossibilità di calpestare la riga di fondo in battuta e quella di far passare la palla a lato delle due antenne che delimitano lo spazio di rete, chiunque può godersi una partita di pallavolo. Uno sport spettacolare e diffuso in tutto il mondo, che pur senza contatto fisico regala emozioni a non finire.
 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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