Quando si parla di sport nobili, in prima fila c’è sempre il rugby. Il progenitore del calcio (ma anche ovviamente del football americano) è uno sport dalla lunghissima tradizione e che da sempre affascina anche al di fuori dalle isole britanniche, dove è nato e si è diffuso come sport principale di università e college.

In quanti si gioca a rugby

Quanto valgono i punti nel rugby

Le regole del placcaggio

Le penalità nel rugby

La touche del rugby

Nel corso degli anni il rugby si è ricavato un pubblico sempre più ampio, grazie anche all’esplosione delle nazioni non europee che una volta facevano parte dell’Impero Britannico (Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda), che hanno addirittura superato i maestri e che ora rappresentano forse il top a livello mondiale. Le nuove generazioni di tifosi, molti dei quali abituati magari più al calcio, hanno però dovuto fare i conti con le regole del gioco. Regole che sulle prime possono risultare ostiche, ma che una volta immagazzinate, sono in realtà abbastanza semplici.

In quanti si gioca a rugby

Meglio partire dalle basi. A rugby si gioca in 15 contro 15 (o 13, o 7, a seconda della tipologia) in due tempi da quaranta minuti ciascuno. Il tempo di gioco è continuato, ma in caso di interruzioni che non riguardano azioni di gioco, il cronometro viene fermato.

Una seduta di allenamento nel rugby!

Il recupero è ammesso solo finché il pallone, allo scadere del tempo regolamentare, è ancora in gioco o se il gioco viene interrotto per una penalità.

Quanto valgono i punti nel rugby

Nel rugby, vince chi fa almeno un punto in più dell’avversario. I punti si possono marcare in tre maniere diverse. Attraverso una meta (5 punti), ovvero portando il pallone al di là della linea apposita e schiacciandolo con le mani nell’area prevista, con un drop (un calcio libero spedito in mezzo ai pali e fatto lasciando prima rimbalzare il pallone a terra) e con una punizione, sempre calciata in mezzo ai pali e sopra alla traversa. Il drop e la punizione valgono entrambi tre punti.

Un drop nel rugby

C’è poi la trasformazione della meta, ovvero un calcio piazzato dai 22 metri, che una volta segnato vale due ulteriori punti. Dunque, nel rugby si gioca sia con i piedi che con le mani.

Le regole del placcaggio

C’è però qualche limite. Il passaggio del pallone può avvenire con le mani solo a condizione che avvenga all’indietro. Qualsiasi passaggio in avanti, persino casuale, avvenuto con le mani viene sanzionato. Con i piedi invece si può (anzi, si deve!) guadagnare spazio sul campo.

E poi, c’è l’elemento forse più riconoscibile del gioco, ovvero il placcaggio, che avviene quando un giocatore viene messo a terra.

Il placcatore deve comunque lasciarlo immediatamente, permettendogli di giocare il pallone, e non può intervenire se non è a sua volta in piedi. Il placcaggio è sempre regolare a meno che non avvenga da posizione di fuorigioco o che non rientri nelle casistiche di gioco pericoloso: sono vietati i placcaggi al collo, quelli particolarmente violenti o a braccio rigido, quelli in anticipo o in ritardo, o quelli nei confronti di chi sta ricevendo un calcio o di chi non ha il possesso del pallone.

Il maul nel rugby!

Se un giocatore viene placcato ma non cade è possibile la formazione di una maul, in cui le due squadre si spingono per continuare ad avanzare o per bloccare chi ha il possesso della palla.

E poi dopo un placcaggio ci sono le situazioni di palla a terra, quando si creano le celebri ruck. In quel caso la questione si fa più complicata, perché entrambe le squadre hanno una linea del fuorigioco, che parte dai piedi del giocatore più arretrato della ruck.

I giocatori possono aggiungersi e spingere, cercando di liberare il pallone per la propria squadra, ma solo da dietro quella linea e non lateralmente e soprattutto rimanendo con i piedi piantati a terra. Chi cade, deve disinteressarsi dell’azione e se deve rientrare nella ruck è costretto a farlo ripartendo da dietro.

Nel contempo, c’è anche la regola che impone di lasciare il possesso del pallone quando si è a terra e che spesso porta a calci di punizione per “palla tenuta”. Quando il pallone esce dalla ruck, l’arbitro intima alla squadra che ne è in possesso di giocarlo entro cinque secondi. Se invece il pallone rimane incastrato e non c’è possibilità di giocarlo, viene assegnata una mischia.

Le penalità nel rugby

La parte che allo spettatore non esperto causa certamente più confusione è infatti quella delle penalità, che sono regolate in due maniere diverse. C’è la mischia, che punisce i falli di lieve entità, e il calcio di punizione, che invece segue le situazioni più gravi. 

La mischia prevede che otto giocatori si leghino tra di loro in tre linee e si incastrino con altrettanti avversari, andando a contatto e cercando di guadagnare terreno. Nel frattempo il mediano di mischia della squadra a cui è stata assegnata a favore deve inserire il pallone nel tunnel formato dai piedi delle prime linee.

La mischia termina quando il pallone esce, non necessariamente dalla parte della squadra che ha introdotto il pallone. La punizione può invece essere calciata direttamente tra i pali (guadagnando 3 punti), al di là della linea laterale (guadagnando una touche a favore) o rapidamente, riavviando l’azione di gioco con un tocco del piede di chi batte.

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Si sistema la palle ovale

Le penalità sono diverse e di differente gravità. C’è il già citato passaggio in avanti, punito con mischia se involontario e con punizione se volontario. C’è la situazione di ostruzionismo, in cui si interviene su un giocatore non in possesso dell’ovale (punizione).

C’è anche nel rugby, come detto, il fuorigioco, che prevede che nessun giocatore che si trova davanti al compagno che porta il pallone possa intervenire nell’azione e che viene punito sempre con calcio di punizione se non in caso di intervento casuale.

La touche del rugby

Altro elemento caratteristico è la touche, il corrispettivo rugbistico del fallo laterale. Una touche viene assegnata quando il pallone termina fuori dalla linea laterale del campo, ma chi la batterà dipende da diversi fattori. Quando il pallone proviene da una punizione, la touche è a favore di chi ha calciato.

Se arriva da una situazione di gioco, invece, la rimessa la batte la squadra che non ha toccato per ultima il pallone. Si batte dal punto in cui l’ovale esce dal campo, ma con una eccezione. Se il pallone esce dopo un calcio libero, è necessario che tocchi il campo prima di superare la linea, altrimenti la rimessa si batterà dal punto del campo in cui il giocatore ha calciato, a meno che il giocatore in questione non abbia effettuato il calcio dietro la linea dei 22 metri.

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Un momento elettrizzante del rugby!

La touche prevede che le due squadre schierino un numero uguale di giocatori e che il pallone venga lanciato dritto per almeno cinque metri. Ultima situazione particolare è quella del mark, che avviene quando un giocatore riceve al volo un calcio nei suoi 22 metri. Urlando, appunto, “mark”, il ricevitore riceve un calcio libero, il che obbliga gli avversari a concedere almeno 10 metri di spazio al momento della battuta.

Insomma, il rugby uno sport appassionante e dalle regole molto ben precise. Che, una volta conosciute e assimilate, sono anche semplici e intuitive e permettono di godersi a pieno qualsiasi partita!
 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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