Quando nel 2020 se n’è andato Paolo Rossi, il mondo del calcio italiano è stato concorde: bisogna onorare la memoria di Pablito, campione del mondo 1982, vincitore del Pallone d’Oro dello stesso anno e simbolo di quell’Italia arrivata in Spagna tra le polemiche e tornata da trionfatrice.

I favorevoli a dedicare a Pablito l'Olimpico

I casi del Meazza e del Piola

Gli stadi per Diego Armando Maradona

Tra naming rights e nomi di campioni

Una delle prime decisioni è stata quella di dedicare, giustamente, a Paolo Rossi il premio come capocannoniere della Serie A. La prima edizione con la nuova denominazione è stata quella della stagione 2020/21 e ad aggiudicarsela è stato, neanche a dirlo, un altro Pallone d’Oro come Cristiano Ronaldo. Tra le tante proposte, però, quella che sta facendo più rumore è quella che vorrebbe intitolato a Pablito lo Stadio Olimpico.

I favorevoli a dedicare a Pablito l'Olimpico

A favore dell’idea si è schierata la famiglia del campione e anche il Presidente della FIGC Gravina, che ha già provveduto a dedicare al bomber la sala del Consiglio Federale.

Un’approvazione convinta è arrivata anche da molti rappresentanti delle istituzioni calcistiche e non, come ha confermato un voto della Camera dei Deputati che ha impegnato il Governo a valutare la possibilità di intitolare l’Olimpico a Pablito. A dire di sì è arrivato anche il presidente della FIFA Gianni Infantino, che ha sottolineato l’impatto di Paolo Rossi nel 1982 non solo dal punto di vista calcistico, ma come vera e propria rivalsa di tutti gli italiani nel mondo, che avevano trovato qualcuno di cui essere fieri.

Paolo Rossi con il Trap!

Ma nonostante il desiderio di una rapida soluzione espresso dal numero uno del calcio mondiale, la questione non è semplice. L’Olimpico, infatti, è di proprietà del CONI e non della FIGC. E nel corso degli anni, fa notare più di qualcuno, ci sarebbe stata anche la possibilità di intitolare lo stadio anche ad altri atleti che magari hanno vinto le Olimpiadi, non ultimo il grande Paolo Mennea, anche lui scomparso non troppo tempo fa.

I casi del Meazza e del Piola

E l’idea di uno Stadio Paolo Rossi non piace molto neanche alle tifoserie delle due squadre di calcio che all’Olimpico ci giocano, che vedrebbero l’impianto “di casa” intitolato a un calciatore che non solo non ha mai giocato con nessuno dei due club, ma che anzi aveva nelle squadre capitoline due delle sue vittime preferite. 

Anche perché il più importante esempio di stadio dedicato a un campione del mondo in Italia è invece legato proprio a un calciatore che ha indossato le maglie di entrambi i club della città in cui ha sede l’impianto. Per quanto sia associato quasi universalmente all’Inter, di cui è stato simbolo e tuttora miglior marcatore di tutti i tempi, Giuseppe “Peppino” Meazza ha giocato due anni anche con il Milan.

Quando nel 1979 Peppin è venuto a mancare, ci è voluto meno di un anno affinché il comune meneghino, proprietario dell’impianto, decidesse di intitolarlo proprio al campione del mondo 1934 e 1938. E nonostante i milanisti tendano a chiamarlo ancora “San Siro”, anche proprio per il passato prevalentemente nerazzurro di Meazza, impossibile non sostenere che la memoria di Peppìn non sia condivisa.

Un altro campione del mondo tricolore che ha un impianto di una certa importanza a sé dedicato è Silvio Piola, che a ben vedere di stadi…ne ha due, a Vercelli e a Novara. Del resto il bomber, nonostante fosse un calciatore della Lazio quando ha vinto da protagonista i Mondiali del 1938, è cresciuto nella Pro Vercelli e ha chiuso la sua lunghissima carriera a oltre quarant’anni proprio nel Novara.

Lo stadio Silvio Piola!

E quindi entrambe le città piemontesi hanno deciso di onorarne la memoria. Per il resto, altri campioni del mondo hanno visto il loro nome associato ai centri sportivi o agli impianti di piccole società, spesso nel loro paese natale. È il caso di Gaetano Scirea, nato a Cernusco sul Naviglio e cresciuto calcisticamente a Cinisello Balsamo. E infatti entrambi gli stadi delle due cittadine sono intitolate allo sfortunato campione, prematuramente scomparso nel 1989.

Gli stadi per Diego Armando Maradona

Quella di intitolare a un Campione del mondo uno stadio, però, non è un’usanza solo italiana. Basterebbe pensare a quanti impianti, compreso quello di Napoli, portano il nome di Diego Armando Maradona, protagonista assoluto della Coppa del Mondo 1986. Al Diez è infatti dedicato anche lo stadio dell’Argentinos Juniors, la sua prima squadra, che glielo ha intitolato nel 2004, quando Diego era ancora in vita.

Una partita per Diego!

Tra gli altri argentini omaggiati c’è Mario Kempes, nativo della provincia di Cordoba, che si è visto dedicare nel 2010 l’impianto cittadino da 57mila posti. Restando in Sudamerica, anche in Uruguay ci sono molti stadi dedicati agli eroi della Celeste del 1930 e del 1950, mentre in Brasile quello con l’impianto…più grande è certamente Manè Garrincha, a cui è stato intitolato lo stadio nazionale a Brasilia.

Non è andata male neanche a Nilton Santos, che dà il nome all’impianto del Botafogo di Rio de Janeiro, appena tornato nella A brasiliana per le quote calcio. Ancora pochi onori al riguardo per Pelè, per cui però è facile prevedere almeno l’intitolazione dello stadio del Santos ma forse anche del Maracanà, che in teoria si chiama Estadio Jornalista Mario Filho, in onore del giornalista che più aveva contribuito allo sviluppo del calcio brasiliano. Un qualcosa che certamente anche O Rei può dire di avere fatto.

Tra naming rights e nomi di campioni

Tornando in Europa, non mancano altri esempi. Come lo stadio del Kaiserlautern, il Fritz-Walter-Stadion, intitolato al capitano della Germania Ovest campione del mondo del 1954 ma anche bandiera del club, a cui ha dedicato tutta la sua carriera. Al campione del mondo 1974 Gerd Müller, anche lui venuto a mancare di recente, ha dedicato lo stadio la sua città natale di Nördlingen, mentre si può immaginare che l’Allianz Arena di Monaco di Baviera, casa del Bayern sempre favorito per le quote Champions League, a parte la partnership legata ai c.d. naming rights, un giorno si possa chiamare Franz-Beckenbauer-Stadion.

Il saluto al Boleyn Ground!

In Inghilterra di solito ai grandi calciatori si intitolano…le tribune più che gli impianti (come ai vincitori del 1966, Bobby Moore al Boleyn Ground o a Bobby Charlton a Old Trafford), mentre i francesi campioni del mondo nel 1998 e nel 2018 e gli spagnoli del 2010 sono ancora…troppo giovani per vedersi intitolare grandi stadi. Ovviamente, se si escludono gli impianti dedicati loro nelle città natali, come l’Estadio Fernando Torres di Fuenlabrada e lo Stade Didier Deschamps di Bayonne, o dai club in cui sono cresciuti, come la Ciudad Deportiva Andrés Iniesta dell’Albacete.

Insomma, uno Stadio Paolo Rossi non sarebbe poi una novità, però, probabilmente, sarebbe più giusto scegliere una città diversa!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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