Negli ultimi vent’anni, una società storica del pallone italiano come il Palermo ha vissuto un numero impressionante di vite, calcisticamente parlando. All’inizio del nuovo millennio la compagine rosanero era di proprietà di Franco Sensi, presidente anche della Roma, e dalla Serie C1 era appena stata promossa in Serie B. Poi, al termine della stagione 2001/02, un cambiamento destinato a segnare un’epoca. Maurizio Zamparini, già numero uno del Venezia, diventa il presidente del Palermo e lo porta a livelli mai raggiunti nella sua storia.

L'era Zamparini

La serietĂ  della famiglia Mirri

Il modello Cittadella e gli allenatori a libro paga

Il monte ingaggi del Palermo

Lo stipendio di Fella

Otto stagioni consecutive in Serie A, con piazzamenti che valgono la qualificazione alle coppe europee, ma anche l’arrivo alla Favorita di calciatori destinati a rimanere nella leggenda del club, come i quattro campioni del mondo 2006 che vestivano la maglia rosanero (Barone, Barzagli, Grosso e Zaccardo), ma anche altri campioni come Pastore, Cavani, Kjaer e Miccoli.

L'era Zamparini

Certo, l’era Zamparini è stata anche piena di controversie, perché l’ex presidente è sempre stato parecchio vulcanico e quasi mai disposto al compromesso, come dimostra la serie di esoneri dei tanti allenatori che sono passati a Palermo nel corso degli anni. Quello che però è chiaro è che quando Zamparini ha lasciato il club nel 2017, ultimo anno in A dei siciliani, le cose sono cominciate a precipitare, sia dal punto di vista sportivo che da quello societario.

Cavani con la maglia del Palermo!

Prima la finale dei playoff persa tra le polemiche contro il Frosinone, poi l’esclusione da quelli successivi per inadempienze finanziarie e poi, nel 2019, l’esclusione dai campionati con tanto di ripartenza dalla Serie D. L’inferno è durato poco, perché il Palermo è subito tornato tra i professionisti, ma il purgatorio continua, considerando che il club è al suo secondo anno di Serie C, dopo essere uscito al primo turno dei playoff nella stagione 2020/21. L’obiettivo è quello di rimettere piede in B, per poi lanciare l’assalto al campionato dei grandi.

La serietĂ  della famiglia Mirri

Ma di chi è il nuovo Palermo? La società, fondata nel 2019 e che nel 2020 ha riassunto il nome e il palmares del vecchio club, è di proprietà di Hera Hora, joint-venture della famiglia Mirri (il presidente Dario è nipote di Renzo Barbera, leggendario numero uno del club a cui è intitolato anche lo stadio) e dell’italo-americano Tony Di Piazza, che però nel 2021 ha deciso di lasciare le sue quote. La famiglia Mirri dal canto suo è alla ricerca di un nuovo socio o addirittura di un acquirente per le quote del club, con la possibilità di mantenerne una parte e di fungere da rappresentante degli interessi della città e della tifoseria in caso di cessione a qualcuno che non provenga dalla stessa Palermo.

Insomma, una situazione di incertezza, che va giocoforza a colpire anche le prestazioni sportive della squadra, che nella stagione 2021/22 doveva puntare alla promozione, ma che non sta rispettando le attese.

Del resto, il mercato è stato al ribasso e in rosanero sono arrivati soltanto calciatori in prestito o a titolo gratuito. Tra gli affari più importanti c’è certamente il prestito dal Padova (con diritto di riscatto) di Edoardo Soleri, centravanti cresciuto nella Roma e che ha esordito prima in Champions League che in Serie A.

A proposito di centravanti, non si può però dimenticare che la sessione estiva ha visto l’addio di Lorenzo Lucca, acquistato dal Pisa per 2,1 milioni di euro, che attualmente è uno dei nomi caldi per i pronostici Serie A del mercato italiano. Una bella occasione persa dal Palermo, che però si trova in una situazione in cui è complicato ragionare guardando al futuro.

Il modello Cittadella e gli allenatori a libro paga

L’idea, come hanno spiegato alcuni quotidiani locali, è quella di creare un piccolo modello Cittadella, ossia una società capace di ottenere risultati importanti attraverso la continuità sportiva e spese oculate. Difficile, considerando che già per due esuberi in rosa come Somma e Crivello il club spende circa 600mila euro, che invece sarebbero potuti servire altrove. E c’è anche il problema del tecnico.

Anzi, dei tecnici, perché il club ha a libro paga il nuovo allenatore, Silvio Baldini, ma anche i due suoi predecessori, Filippi e Boscaglia, con lo stipendio del secondo che è di 200mila euro.

Silvio Baldini alla sua prima esperienza in Sicilia

Durante il mercato il direttore sportivo Renzo Castagnini è riuscito a piazzare alcuni dei giocatori con ingaggi che la società non poteva più permettersi, ma tra permanenze indesiderate e una classifica che non garantisce la certezza di rivedere la serie cadetta in tempi brevi, c’è ancora molto da lavorare.

Il monte ingaggi del Palermo

Anche perché, a differenza di parecchie squadre di Serie C che riescono a mantenere una rosa con cifre di poco superiori al milione di euro, il Palermo supera di parecchio queste cifre. Basterebbe pensare che a febbraio 2021 secondo il Giornale di Sicilia, le spese per la rosa raggiungevano quasi i 5 milioni di euro (4,7, per la precisione) e che nonostante qualche taglio in sede di mercato, difficile immaginare che per la stagione in corso, tra esuberi e calciatori utilizzati, non si raggiungano almeno i 3 milioni.

Che, per inciso, è esattamente il monte ingaggi del Cittadella, che però è in Serie B e che è da qualche anno che per le scommesse calcio sfiora la Serie A nei playoff.

Soleri con la maglia della Roma

I nuovi arrivi sembrano però puntare alla sostenibilità, considerando che l’ingaggio di Soleri al Padova è stimato in circa 50mila euro netti a stagione, mentre Matteo Luigi Brunori, arrivato in prestito dalla Juventus, pesa più del doppio sulle casse del club, visto l’ingaggio in bianconero che si aggira sui 110mila euro.

Lo stipendio di Fella

Ancora più pesante, ma comunque gestibile, è infine lo stipendio di Giuseppe Fella, arrivato in prestito con diritto di riscatto da parte della Salernitana. Il centravanti, un vero e proprio specialista della Serie C, secondo il contratto con i granata percepisce 160mila euro a stagione.

Dunque, il problema non è tanto la nuova direzione, quanto i problemi lasciati da quella vecchia. E se da una parte il Palermo potrebbe essere invogliato a spendere, vista la possibilità di aspirare alla B, dall’altra c’è la volontà della proprietà di non mettere più mano al portafogli in attesa di un acquirente o di un nuovo socio. Non proprio quello che i tifosi palermitani potevano immaginare ai tempi di Zamparini e della Coppa UEFA… 

*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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