Se la Serie C è colloquialmente conosciuta come il campionato dei campanili, data la presenza di molte città importanti che però non riescono a raggiungere i livelli maggiori, non esiste nessun campionato capace di rappresentare alla perfezione lo Stivale del pallone come la Serie D.

Le squadre del campionato di D

Lo stipendio massimo in Serie D

Il contratto pluriennale in D

I rimborsi per gli under della Serie D

Le squadre del campionato di D

Il quarto livello della scala gerarchica del calcio italiano vede infatti sfidarsi 171 squadre, divise in nove gironi (cinque con 20 club, tre con 18 e uno con 17) e raggruppate per prossimità geografica. In realtà, la stagione 2021/22 doveva partire con molte più squadre, ma i tanti problemi economici di molti club hanno costretto alcune società a rinunciare e alla fine si è partiti in 172, perdendo poi per strada l’FC Messina che è fallito a campionato in corso.

Già, perché i dilettanti, soprattutto proprio la Serie D, sono quelli che dai tanti problemi delle ultime due stagioni hanno pagato lo scotto maggiore. Gli stadi chiusi hanno significato molti meno introiti e le difficoltà economiche dell’imprenditoria locale, che spesso e volentieri è il motore delle sponsorizzazioni, hanno fatto il resto.

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E i club si sono ritrovati con l’acqua alla gola, considerando che, nonostante si parli di non professionisti, non è che i calciatori non si debbano pagare. Anzi, gli stipendi di chi scende in campo rappresentano l’esborso maggiore per le casse dei club.

Abbiamo già presentato l'Alcione Calcio, ma quanto guadagna un calciatore di Serie D?

Lo stipendio massimo in Serie D

Difficile, se non impossibile, trovare delle cifre ufficiali, considerando che se non vengono rivelati gli ingaggi dei calciatori di B o di C, figurarsi nelle serie ancora più basse. Ma si può, anzi, si deve partire da un determinato assunto: è molto chiaro fino a quanto un calciatore può ufficialmente guadagnare.

Esattamente come nel calcio femminile (che non per niente, almeno fino all’arrivo del professionismo, resta sotto la giurisdizione della Lega Nazionale Dilettanti), è previsto un tetto ai pagamenti che non si può superare, quello dei fatidici 30.658 euro lordi, elargiti in dieci mensilità di uguale quantitativo e non oltre il termine della stagione di riferimento. In pratica, un vero e proprio contratto, con una piccola ma significativa differenza: non è previsto né il lavoro dipendente, né quello subordinato.

In pratica, né contratto vero e proprio, né partita IVA. Si tratta di accordi puramente economici, e che soprattutto non danno la possibilità al calciatore di avvalersi di trattamento previdenziale. Per aumentare la cifra percepibile in ogni stagione c’è anche la possibilità per i club di pagare indennità di trasferta, ma persino quelle sono strettamente regolamentate e non possono superare una cifra che si aggira sui 1000 euro al mese.

A conti fatti, il massimo percepibile per un calciatore dilettante (che si tratti di Serie D, Eccellenza o qualsiasi campionato di livello inferiore) è di circa 40mila euro lordi all’anno.

Nella stagione 2021/2022 il Giugliano Calcio ha sfiorato il record di imbattibilità, anche per le scommesse online, subendo il primo gol stagionale da Jukic della Vis Artena, solo all'ottava giornata. 

Il contratto pluriennale in D

Dalle analisi svolte negli ultimi anni, la Serie D è l’ultimo livello della piramide calcistica in cui queste cifre stanno a volte strette. Ed è per questo che è proprio nella prima categoria dilettantistica esiste una deroga che per le altre serie dilettantistiche non è presente.

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Quando si stipulano contratti pluriennali (il massimo possibile è di tre stagioni) è permessa una ulteriore indennità da corrispondere al calciatore, la cui quantità non viene però specificata dalle NOIF, le Norme Organizzative Interne della FIGC che regolano il funzionamento degli accordi tra calciatori e club. Come è logico, qui le possibilità di manovra aumentano, anche se non per questo significa che tutti i giocatori di D ricevano un contratto pluriennale.

Questa tipologia di trattamento, con tanto di indennità ulteriore, viene solitamente riservata ai cosiddetti “calciatori di categoria”, quelli con ampia esperienza e che vengono ingaggiati con l’obiettivo di essere il gioiello della corona di una squadra con ambizioni importanti.

I rimborsi per gli under della Serie D

Per questa tipologia di giocatore, lo stipendio annuale raggiunge tranquillamente il massimo consentito dalle NOIF, più un’indennità che permette ai top player della Serie D di sforare i 4.000 euro netti al mese senza dover ricorrere alle alternative più fantasiose di cui parleremo più avanti.

Non va così invece per altre tipologie di calciatori, come i ragazzi che magari si affacciano alla prima squadra dopo un percorso nelle giovanili e che spesso e volentieri si devono accontentare di quanto previsto dalle norme federali, ovvero dei rimborsi spese e delle indennità, magari raggiungendo 1000 euro lordi.

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Poi, chiaramente, una squadra è fatta anche di calciatori…nella media, che con la società concordano mensilità superiori rispetto ai più giovani, ma che non raggiunge i massimi stabiliti dalle NOIF. Come in tutti i club, ci sono delle gerarchie e a seconda di quelle la società decide su chi investire di più, sperando che alla fine il gioco valga la candela.

Vista la diversità geografica rappresentata dalla Serie D, però, non si può ignorare che spesso ogni girone faccia storia a sé per quanto riguarda ingaggi e decisioni dei club. E neanche che, visto che i calciatori che vengono ingaggiati per dominare il campionato spesso vengono dalle serie superiori, spesso gli accordi tra chi gioca e le società prevedano una parte di compensi sommersa.

Anzi, considerando che la Serie C, in quanto professionistica, è sottoposta a una serie più ampia di normative e di controlli, il paradosso è che convenga di gran lunga un accordo con una squadra di D con pagamenti non regolari, piuttosto che un contratto con una società della categoria inferiore. 

Del resto, anche non scendendo nell’illegalità e nei compensi in nero, le NOIF determinano soltanto quanto un club può spendere per un singolo calciatore, ma di maniere per aumentare la cifra senza incorrere in problemi ce ne sono parecchie.

In questo momento storico forse è più complicato che in altri, ma basterebbe pensare che nessuno impedisce al singolo calciatore di farsi…sponsorizzare. E nel momento in cui a versare un contributo in più  non è la società, ma un elemento esterno, c’è ben poco che si possa fare per impedire che al calciatore arrivi più denaro del previsto. Del resto, persino nel calcio dilettantistico, i soldi non faranno la felicità, ma aiutano eccome quando c’è da mettere su una squadra competitiva…

Segui la domenica alle 14.30 la quarta serie, anche con le nostre scommesse live!

*L'immagine di apertura è distribuite da AP Photo.
 

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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